Come eravamo
Era il 2012 e le rose erano di Cordova

con Adriana Assini

Dopo quasi dieci anni di web, di interviste, di libri, di espressioni cosa è accaduto ai nostri protagonisti ed alle loro parole.
Adriana Assini ...ora
l'ospite


Adriana Assini



Nome:

Adriana

Cognome:

Assini

Nazionalità:

Italiana

Interessi:

"Ho attraversato molti sogni e a volte i più colorati li ho trattenuti, per accompagnarli via via a quelli nuovi. Viaggio, col piede e con la mente, nel mio tempo e in quello del passato, che a dispetto dei secoli sento ancora vivo e vicino, tanto da essere spesso il pane per le mie trame. Scrivo, a volte con la penna, in altre con il pennello, due strumenti leggeri ma carichi di anni, che sanno condurre lontano, sollevando sipari su storie sconosciute o dimenticate, o invece note ma restituite a chi legge con insoliti scenari . I miei acquarelli li porto in giro per le città più belle, Siviglia, Bruxelles, Roma, Madrid... Vestiti di accesi vermigli, ocre luminose e turchini, raccontano piccole storie intinte nei miti, fiabe e leggende. Parlo altre lingue, perché mi piacciono altri suoni e accedo più facilmente ad altri saperi".

Note biografiche:

"Scrivo, dipingo. Due attività che camminano di pari passo. Ho pubblicato una dozzina di romanzi e ognuno di loro mi ha dato piccole e grandi soddisfazioni. Non era facile raccontare la storia fosca di uno come Gilles de Rais, compagno d'armi di Giovanna d'Arco, che Perrault ha sapientemente trasformato in Barbablu. Con il mio Gilles, che amava Jeanne ho vinto la sfida, ricevendo premi e stringendo nuovi sodalizi. Ho continuato ricostruendo storie di donne maltrattate dagli uomini e dalla Storia, restituendo la giusta statura a una regina chiacchierata come Semiramide (Lo scettro di seta) e con Il bacio del diavolo, la dignità negata alla Contessa Bàthory. Altre storie, altre vite. Nel 2007 Scrittura&Scritture hanno dato alle stampe Le rose di Cordova, nel quale riannodo i fili nascosti di un complotto ai danni di Giovanna I di Castiglia, passata ingiustamente alla storia come La Pazza. Il romanzo, su gentile concessione delle mie editrici, le sorelle Corrado, è stato presentato all'Istituto Italiano di Cultura di Madrid, successivamente tradotto in spagnolo e pubblicato in un'edizione curata dall'Università di Siviglia. E poi è arrivato il romanzo sulla palermitana Giulia Tofana - l'inventrice di un micidiale veleno che ancora oggi porta il suo nome - pubblicato sempre da Scrittura&Scritture, nel 2009 (Un sorso di arsenico). Nel 2011 è uscito, con la stessa casa editrice, Il mercante di zucchero, la drammatica storia di una rivolta popolare contro i dominatori spagnoli, guidata da Gian Luca Squarcialupo, un uomo abituato a trattare di commercio che a un certo punto, oppresso dalle ingiustizie e dalle tasse, impugna la spada e diventa un acclamato capopopolo. Altre pubblicazioni (tutte con Scrittura&Scritture): Sogni diVini, vincitore per inediti del Premio Pavese, 2006, e il mio recente I racconti dell'ombra, una raccolta di racconti brevi, tutti premiati.
Nel 2014, pubblicato da Scrittura&Scritture, esce La Riva Verde, romanzo storico ambientato nella Bruges del 1379 durante la Guerra dei Cent'anni".
L'Ospite sul web: Il sito web:
http://www.adrianaassini.it/

La pagina Facebook :
https://www.facebook.com/adriana.assini.1?fref=ts

Reperibilità dei lavori:

Le opere di Adriana Assini sono reperibili anche in rete ai seguenti indirizzi:

  Comunicazioni:

Per la rassegna IPLAC
Maria Rizzi
presenta il romanzo
di Adriana Assini
"La Riva Verde".

05. 09. 2015
ore 19:00
presso
Enoteca Letteraria
via Quattro Fontane, 130

Roma

l'intervista
I Caffè Culturali:
"Bentornata a I Caffe Culturali: come sta Adriana Assini? Come ha trascorso questi ultimi anni?".
Adriana Assini:
"Ben trovati a voi, che a distanza di anni mantenete ancora vivo - rinnovandolo - questo spazio di incontro e confronto culturale. Anche sotto le pale del mio mulino è passata molta acqua: altri romanzi pubblicati, altre soddisfazioni, nuove esperienze. Ora con le immagini dei miei acquerelli, ora con le parole delle mie storie, la narrazione continua...".
I Caffè Culturali:
"Le proponiamo, così come si fa quando ci si incontra fra amici, di raccontarci un po' della sua vita artistica: cosa è accaduto in questi ultimi anni? Cosa ha portato l'acqua del fiume al suo mulino?".
Adriana Assini:
"Le rose di Cordova hanno continuato a fiorire, tanto che l'Università di Oviedo - dove sono andata a parlarne nel maggio 2013 - lo ha inserito tra le le letture obbligatorie dei corsi di Filologia italiana. Lo scorso novembre è stata la volta di Barcellona, con una presentazione all'Istituto Italiano di Cultura.
Di nuovo la Spagna, dunque, ma non solo. Nell'autunno dello stesso anno il romanzo è approdato a Bruxelles, con una presentazione nell'unica libreria italiana della capitale belga e un'intervista in diretta a radio Alma. Nel frattempo, però, hanno anche visto la luce nuove pubblicazioni: nel 2013, I racconti dell'ombra, Scrittura & Scritture, una raccolta di racconti brevi tutti premiati, e - nel 2014 - La Riva Verde, (sempre con la casa editrice di Chantal e Eliana Corrado), che ha ottenuto il premio della Giuria per il miglior romanzo storico al Concorso Letterario Biblioteca Guerrato di Rovigo ed è stato oggetto di intervento della prof.ssa Arriaga al XV congresso degli Italianisti spagnoli che si è tenuto a Cordova nell'ottobre scorso.
Sono seguite presentazioni, recensioni, interviste, alle quali vanno aggiunti i successi anche in campo pittorico, visto che i miei acquerelli continuano a illustrare le copertine di saggi, locandine, brochure e inviti di convegni, in Italia e Spagna".

I Caffè Culturali:
"Cosa ha compreso di sé, Adriana Assini, durante questi anni colmi di successi, soddisfazioni e riconoscimenti?".
Adriana Assini:
"Come diceva il grande Eduardo gli esami non finiscono mai. Ogni nuovo evento è una nuova prova e quando si ottengono buoni risultati si è inevitabilmente contenti di se stessi, di ciò che si è riusciti a realizzare. Però, senza riposare sugli allori. Appartengo alla scuola di pensiero ho fatto bene, posso fare meglio. Le passioni, così come la cura della parte più nascosta di sé vanno continuamente alimentate. Ci sono sempre altre mete da raggiungere, altre sfide da vincere, in un percorso di crescita che dura tutta la vita e che riguarda di pari passo sia il dentro che il fuori della propria persona".
I Caffè Culturali:
"Cos'è il meglio per un'autrice, per un'artista?".
Adriana Assini:

"Nel mio caso, corrisponde ad affinare la capacità di ascolto - e quindi di conoscenza - dei miei moti interiori, delle mie necessità espressive. Quello che scrivo e come lo scrivo; ciò che dipingo e la maniera in cui lo faccio devono avvicinarsi quanto più possibile al mio modo di sentire la vita e il mondo, oltre le convenienze, i compromessi, i condizionamenti. Insomma, conoscermi sempre di più per tradirmi sempre di meno".


(Fuori dell'aula del liceo romano Visconti, annuncio della presentazione de "Il mercante di zucchero")

I Caffè Culturali:
"Cosa c'è, quindi, del meglio ne La Riva Verde, la sua ultima composizione letteraria?".
Adriana Assini:

"L'essere riuscita a trovare il linguaggio giusto per raccontare - proprio come desideravo raccontarla - la singolare storia delle dame della Compagnia della Conocchia e il tempo in cui vissero. Per linguaggio, intendo un insieme di fattori, che va dai concetti alle parole scelte per esprimerli, passando per il discorso indiretto fatto di suoni, voci, profumi, sfumature di colore, che nel contribuire a restituire lo spaccato di un'epoca - la fine del XIV secolo nelle Fiandre - ridà voce a personaggi dimenticati e alle loro avventure, facendoci scoprire che molte delle problematiche di allora sono quanto mai attuali. Il risultato - stando anche all'ottimo riscontro di critica ottenuto - è l'aver offerto ai lettori un posto in prima fila in un godibile spettacolo".


I Caffè Culturali:
"Curiosità, irrefrenabile curiosità: ci potrebbe svelare qualcosa di più di questo suo ultimo lavoro?".
Adriana Assini:
"Nella Bruges del XIV secolo, un nugolo di donne si dà convegno di nascosto, ogni notte, da Natale alla Candelora, per uno scambio di saperi, ricette, segreti, da loro stesse chiamati i Vangeli.
A queste dame della Compagnia della Conocchia, di cui si trova testimonianza in un manoscritto anonimo medievale, mi sono liberamente ispirata per scrivere La Riva Verde.
Nel romanzo, le loro storie, i loro sogni, le loro frustrazioni rivivono e s'intrecciano con quelle dei tintori del blu e del rosso, in guerra tra loro per l'eterna contesa delle acque dei canali.
Ad una bella e controversa storia d'amore dal finale incerto, si aggiungono i burrascosi scenari delle lotti sociali, che vedono contrapporsi i ceti produttivi, spremuti dalle tasse, al signorotto locale, esempio di parassita purtroppo mai passato di moda".
I Caffè Culturali:
"Perché ha sentito il desiderio di comporre La Riva Verde?".
Adriana Assini:
"Nella Storia - scritta dai vincitori, scritta dagli uomini - le donne sono le grandi assenti. Ancora oggi nei testi scolastici vengono ignorate figure femminili rilevanti; di altre si dà un'immagine parziale o fuorviante. (Cesare era un grande condottiero. Cleopatra? ...la sua amante).
Il variegato universo femminile è stato sempre svilito e sacrificato a causa di ostilità, chiusure e pregiudizi dettati da ignoranza e arroganza dei figli di Adamo. Trovo, quindi, estremamente stimolante andare a indagare tra vecchie carte con occhi nuovi, percorrendo sentieri poco battuti, sulle tracce di protagoniste dimenticate che ci aiutino a ricostruire la storia dell'altra faccia del mondo, quello delle donne, che siano regine spodestate o venditrici di sapone poco importa. Ogni testimonianza - ritrovata o rivalutata - contribuirà a mettere insieme - se non tutti - almeno alcuni tasselli di un mosaico prezioso che si è voluto disperdere. Ci è stato fatto credere che la natura avesse dotato gli uomini dell'intelligenza necessaria per governare, conquistare, creare, mentre le donne erano state forgiate per sfornare figli e prendersi cura della casa. Da tempo, scrittrici e studiose hanno impugnato le penne per sgombrare il campo da un po' di menzogne. Un lavoro spesso difficile ma sempre utile.
Con le mie dame della Compagnia della Conocchia racconto liberamente un pezzetto di storia poco nota, che riserva molte insospettabili sorprese sul mondo femminile di un tempo e di un paese lontano, cercando di sfatare anche qualche luogo comune e qualche pregiudizio".
I Caffè Culturali:
"Quali sono i criteri che occorre osservare per questa necessaria operazione di onestà intellettuale e di rilettura della storia? Cosa ci impedisce, ora, di asserire che Cleopatra fosse una illuminata sovrana e Cesare un avventuriero donnaiolo e senza scrupoli? Cosa ci grantirebbe tale argomentazione come obiettiva? Cosa occorre fare per ridefinire i criteri di prossimità oggettiva?".
Adriana Assini:
"L'onestà intellettuale non s'impone, così come l'ignoranza non può essere scusata. I criteri. Alcuni sono scontati ma non obsoleti: ci sono i fatti e c'è l'analisi di quei fatti. Per non perderci in vane astrazioni, pongo una domanda retorica: perché ancora negli anni 2000 i testi scolastici pullulano di protagonisti maschili ma ignorano personaggi femminili del calibro di Ipazia, Semiramide, Ildegarda di Bingen, Dhuoda, Anna Comnena, Rosvita, Eloisa, Christine de Pizan e tante, tantissime altre, fino ad arrivare ai nostri giorni?Lo spessore intellettuale di queste donne è fuori discussione, eppure continuano a essere illustri sconosciute per i non addetti ai lavori.
Non è, dunque, una questione di criteri, ma di scelte dettate da mentalità misogine,sciatte, ipocrite, in grado di condizionare - attraverso un'educazione di parte - la formazione di intere generazioni. Oggi, come in passato, gli uomini detengono il potere, hanno il controllo delle istituzioni e nessuna intenzione di fare concessioni significative all'altro sesso. La politica insegna. (Tanto per fare un esempio: la legge con la quale si darebbe la libertà ai genitori di registrare all'anagrafe la prole con il cognome di entrambi agonizza in Parlamento da tempo immemore...). Tutto si lega.
Il dibattito sugli strumenti di cui necessita lo storico dura da secoli, ma gli strumenti - di per sé neutri - vengono utilizzati da individui dotati di ideologie, preferenze, passioni. L'accesso alle fonti originali, il tenere in debito conto il contesto sociale, economico e religioso in cui si collocano i fatti, lo stretto rapporto con altre discipline, come l'archeologia, la paleografia, la filosofia, la storia del diritto, la psicologia...sono tutti elementi fondamentali, ai quali però ne va aggiunto uno altrettanto decisivo, quello personale. Quello, cioè, che fa la differenza tra uno storico e l'altro, e che fa scrivere a Huizinga: Quanto più affetto c'è nella concezione personale della vita, quanto più carica di passione è la dottrina individuale,tanto più facilmente il giudizio storico sarà travisato...".
I Caffè Culturali:
"Da come eravamo a come saremo: come auspica l'evoluzione nel rapporto tra i generi (ammesso che tale rapporto possa consistere oltre al sesso, la procreazione ed il femminicidio)? Potrà mai esistere un reale rapporto costruttivo al di là delle funzioni di genere, opportunemente armonizzate a tale necessità, o siamo destinati a consividere per l'eternità una frustrante, alienante e violenta opportunità di natura ma, per dirla con il poeta, condannati a viaggiare una vita da scemi?(1)".

(1) Fabrizio De André - "Un blasfemo" - Album - Non al denaro non all'amore nè al cielo - 1971
Adriana Assini:
"Racconta Plutarco che quando un tale dell'Attica chiese a Gorgo - figlia di re - perché mai solo le spartane comandassero sugli uomini, lei rispose: Perché solo noi mettiamo al mondo veri uomini.
A quanto pare l'esempio di Sparta non ha fatto proseliti. A volte - e paradossalmente - nemmeno fra certe donne, che si ritrovano a difendere stereotipi e preconcetti di cui esse stesse sono vittime.
D'altra parte, stanare i pregiudizi non è impresa facile: si sono consolidati nel corso dei secoli.
Dietro al giusto orgoglio patriottico per un'italiana appena andata in orbita, credo si nasconda anche una certa meraviglia per una donna astronauta. Allora mi piace ricordare - tra le altre - Sophie Blanchard, aeronauta professionista che nel 1811 viaggiò da sola a bordo di una mongolfiera, volando da Roma a Napoli, salendo a più di 3600 metri d'altezza...
Non dico nulla di originale se affermo che per costruire una società di eguali occorre rinnovare di continuo il proprio impegno per portare a buon fine il progetto.
Ognuno con gli strumenti di cui dispone e per le cose che sa fare. Esorcizzando la resa".

I Caffè Culturali:

"Cos'è, per Adriana Assini, una società di eguali?".
Adriana Assini:
"Una società di eguali non permette che un sacrosanto principio come "La legge è uguale per tutti" si riduca a mera scritta nelle aule dei tribunali. Né consente lo sfruttamento dei lavoratori per l'arricchimento di pochi privilegiati. Riconosce il merito, in qualunque attività, indipendentemente dal genere, la religione, gli orientamenti sessuali, il credo politico...In una società di eguali non si racconta l'insidiosa favoletta che vede Eva nascere da una costola di Adamo".
I Caffè Culturali:
"Prima di congedarci: quali sono i progetti di Adriana Assini per il futuro, prima del prossimo Come eravamo?".
Adriana Assini:

"Come saremo? Progetti tanti, sogni ancora di più. Fermentano nuove storie; prendono corpo altre esperienze, anche oltre confine. Ancora l'estero, certo, e ancora qualche sorpresa che spero di avere il piacere di raccontarvi in una puntata del futuro. Lunga vita a I Caffè Culturali e ai suoi estimatori".


(La copertina della nuova edizione de "Le rose di Cordova" - Scrittura & Scritture)


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Informazioni su questa pagina
titolo:"Era il 2012 e le rose erano di Cordova"
autore: INFOGESTIONE dli
con: Adriana Assini
data di pubblicazione:
09.01.2015
ultimo aggiornamento 04.09.2015
codice di riferimento:
IICA1501091602MAN

 
     
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