Con quella faccia un po' così: Vittorio Bocchi, direttore editoriale di MnM print edizioni.

L'esperienza di un nuovo editore, specializzato in storie di emigrazione italiana all'estero, ci aiuterà nella comprensione del fenomeno culturale italiano al di fuori del nostro Paese, scopo di questa nostra sezione.

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l'ospite


Vittorio Bocchi


Nome:

Vittorio

Cognome:

Bocchi

Nazionalità:

Italiana

Data di nascita: 16 gennaio 1964

Interessi:

Letteratura, storia, promozione culturale in genere.
Note biografiche: "Sono nato e cresciuto a Carbonara di Po, in provincia di Mantova, praticamente in riva al fiume; di questo casuale fatto anagrafico è impregnata la mia formazione estetica, sociale e culturale. Da qui sono partito per esplorare il mondo, e qui ritorno sempre per riflettere su di esso. Oggi vivo a Poggio Rusco, poco distante da Carbonara e dal fiume. Fino a poco tempo fa ho vissuto due vite: la prima da operaio, tecnico, responsabile dell’Assicurazione qualità presso varie aziende del Distretto biomedicale di Mirandola (Modena); la seconda, completamente immerso nella letteratura, nella ricerca storica e antropologica. Il terremoto del 20 e 29 maggio 2012 ha cancellato lo stabilimento presso il quale ho lavorato per 18 anni. A questo punto, ho scelto di abbandonare la prima vita e di abbracciare incondizionatamente la seconda. Le vicende e gli interessi sopra descritti, negli anni, mi hanno portato a pubblicare ed a collaborare con varie realtà editoriali, fino a fondare il marchio MnM print edizioni".

La casa editrice:

"MnM print edizioni è nata per creare e diffondere libri sulla cultura materiale e intellettuale italiana irradiatasi nel mondo, attraverso l'emigrazione verso i cinque continenti e le innumerevoli vicende da essa scaturite. Storia, letteratura, arte, architettura, economia sociale, s’intrecciano attraverso il recupero delle narrazioni di chi ha vissuto l’emigrazione e di chi l’ha osservata, studiata, giudicata nel tempo, in relazione alle varie epoche sulle quali s’è dispiegata. Agili volumi, dal prezzo contenuto, per la biblioteca del lettore appassionato e dello studioso. Siamo costantemente a caccia di storie individuali e collettive, il più delle volte sepolte dal tempo, che per la loro qualità letteraria o di testimonianza storica, siano in grado d’illuminare un’epopea che ancora oggi ha molto da svelare. Il marchio è indipendente e si fregia del patrocinio dell’Associazione Mantovani nel Mondo, che da anni è attiva a livello internazionale, allo scopo di promuovere rapporti culturali e sociali con gli italiani e i loro discendenti d’oltreoceano.
Si aggiunga all’attività principale della casa editrice quella collaterale riguardo a Villa Bisighini (Carbonara di Po – Mantova), al centro di un progetto di valorizzazione del complesso architettonico e della vicenda di emigrazione ad esso legata (per accedere alla descrizione del progetto cliccare sul presente collegamento )".

L'Ospite sul web: Presso "I Caffè Culturali":
Tavolino riservato

In internet:
http://www.mnmprintedizioni.com/
http://www.mnmprintedizioni.com/1/villa_bisighini_3914047.html

Facebook::
https://www.facebook.com/vittorio.bocchi.7?fref=ts
https://www.facebook.com/mnmprintedizioni/?fref=ts
"E mail": info@mnmprintedizioni.com

Reperibilità dei testi e dei progetti:

Il catalogo della MNM print edizioni è reperibile all'indirizzo:
http://www.mnmprintedizioni.com/1/catalogo_3916033.html


Il negozio "on line" della casa editrice è reperibile all'indirizzo:
http://www.mnmprintedizioni.com/1/shop_3914045.html
  Comunicazioni:
Sabato e Domenica 5-6 dicembre 2015,
MnM print edizioni vi aspetta con i suoi libri nei chiostri dell’Abbazia di San Benedetto Po (Mantova), ospite di Apetilia 2015: non solo miele …

4/5/6. 12. 2015
presso
i chiostri dell’Abbazia di San Benedetto Po
San Benedetto Po
(Mantova)

    

l'intervista
I Caffè Culturali:
"Bentornato al nostro caffè e sulle nostre pagine: come sta? Cosa è accaduto in questi ultimi anni?".
Vittorio Bocchi:
“Bene, grazie. In questi ultimi anni è accaduto che sempre più mi sono addentrato nel mondo dell’editoria, fino a immaginare e a realizzare questa piccola impresa riguardante le storie di emigrazione italiana”.
I Caffè Culturali:
"Perché proprio l'emigrazione italiana?".
Vittorio Bocchi:
“Partendo dallo studio della particolare vicenda del cavalier Bisighini (vedi sezione casa editrice, attività collaterale), ho potuto approfondire questo argomento e allargare l’orizzonte, rilevando come il fenomeno dell’emigrazione italiana verso le Americhe, soprattutto, ha assunto nell’immaginario collettivo quella patina dolente e allo stesso tempo accattivante di un’epopea fatta di miseria e splendore, di nostalgia e speranza, di rassegnazione e coraggio, che ha segnato la nostra storia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ma fermarsi alle emozioni che possono ancora oggi, e forse di più oggi, suscitare i ritratti dei nostri emigranti, non rende completa giustizia a una vicenda storica, sociale e culturale che ha profondamente segnato il nostro modo di sentirci italiani nei confronti del mondo e, nel bene e nel male, ha contribuito alla formazione dell’immagine che la dominante società anglosassone si è fatta di noi. Già solo con questa premessa, c’è di che trarne spunto per raccontare illuminanti storie sulla società contemporanea”.
I Caffè Culturali:
"Quale era, o forse, quali erano i volti e le circostanze dell'emigrazione o, comunque, di una presenza italiana per il mondo?".
Vittorio Bocchi:
“L’epopea dell’emigrazione italiana per il mondo ha molti volti e cause concomitanti: quello della questione sociale, quello politico, quello della cultura materiale e intellettuale; tutti da studiare e raccontare”.
I Caffè Culturali:
"A proposito del raccontare: con quale criterio la sua casa editrice sceglie le storie da studiare e da raccontare?".
Vittorio Bocchi:
“Sia per la narrativa, sia per la storiografia, sia per gli studi sociali, si dà molta importanza alla qualità letteraria. Con i primi volumi, inoltre, è stato fatto un lavoro di riscoperta di testimonianze dell’epoca, per un motivo o per l’altro cadute nell’oblio”.
I Caffè Culturali:
"Come reperite i vostri autori e quale lavoro conducete con loro?".
Vittorio Bocchi:
“Non vi sono ancora canali ben strutturati per la scelta delle opere e degli autori. Ci si guarda intorno – stampa, Internet, social, archivi, biblioteche, contatti personali, eccetera – per scovare storie, personaggi e idee dalle quali ricavare un progetto di pubblicazione. Nel caso si trovi qualcosa di veramente interessante, si propone un regolare contratto di edizione all’autore che decide di pubblicare con MnM print edizioni. Preciso che non è richiesto alcun contributo da parte dello stesso. Poi, si procede al lavoro di redazione. Come ho già detto, è importante la qualità letteraria di quello che si pubblica, a prescindere dal potenziale valore dell’opera che si deve plasmare insieme all’autore. Anche un libro di cucina deve essere ben scritto, altrimenti non è un buon libro”.
I Caffè Culturali:
"Dal vostro punto di vista, privilegiato, e per quanto riguarda la vostra esperienza, come era ed è percepito l'essere italiano all'estero?".
Vittorio Bocchi:
“Forse è un po’ troppo dire privilegiato, in quanto non si ha al riguardo un approccio di tipo giornalistico, che di solito aiuta a figurarsi un quadro dettagliato e sempre aggiornato di un fenomeno come questo, in continuo mutamento, decennio dopo decennio. Una cosa però è certa, e storicamente ben documentata: rispetto al periodo del grande esodo – fine Ottocento inizio Novecento –, specialmente nei paesi di cultura anglosassone, oggi nei confronti dell’italiano c’è quasi sempre interesse e simpatia, a volte ammirazione, e comunque la voglia di comprendere fino in fondo la sua complicata visione del mondo. Allora, nei confronti della massa, cioè emigranti disperati, per la stragrande maggioranza ignoranti e in possesso della sola forza delle proprie braccia, ci fu sfruttamento – bisogna dirlo: quasi sempre perpetuato dagli stessi italiani arrivati prima –, oltre che disprezzo e un misto di incomprensione e compassione da parte dell’opinione pubblica”.
I Caffè Culturali:
"A proposito di complicata visione del mondo: in cosa consisterebbe tale nostra peculiarità e come è percepita all'estero?".
Vittorio Bocchi:
“Difficile spiegarla, questa peculiarità; ma per farla breve: la nostra storia e la nostra cultura, intendo anche quella materiale, sono complesse, ricche d’influenze d’ogni provenienza. Un crogiolo che alla fine ha dato origine, dopo l’Unità d’Italia, a una larva di popolo intrisa di contraddizioni sociali, economiche e culturali. Trapiantandosi in massa, parte di questo popolo, nell’America del nord, e dovendosi confrontare con il pragmatismo e l’efficientismo anglosassone fondato sul sacro valore della libertà individuale, ha visto il pieno deflagrare di queste contraddizioni, che in patria erano tenute a bada da un sistema sociale, spesso asfissiante, ancorato a regole da ancien régime. E parlo delle plaghe del Meridione d’Italia, da dove arrivavano la maggior parte degli immigrati delle sconfinate suburre proletarie nelle metropoli americane. Oggi, ovviamente, è cambiato tutto; ma forse, ancora un italiano è capace col suo comportamento, nel bene e nel male, di spiazzare un raziocinante americano medio”.
I Caffè Culturali:
"Riferendoci alla sua ultima risposta, non possiamo che chiederle, alla luce degli ancora copiosi flussi migratori di italiani, quale differenza ci sia tra gli emigrati di allora e quelli di adesso, che tipo di italianità rappresentino e da cosa siano costituite le ragioni della nostra corrente migrazione nazionale?".
Vittorio Bocchi:
“Una differenza abissale. Un vero e proprio abisso storico, culturale e sociale separa il giovane emigrante italiano di oggi da quello di centoventi anni fa. Non sono possibili raffronti di sorta. Riguardo l’emigrazione italiana attuale e le sue cause, aldilà dei luoghi comuni, non credo si vada molto lontano dalle realtà, affermando che viviamo in un paese sostanzialmente immobile, rispetto almeno alla vorticosa corsa della civiltà occidentale. Non è detto che questo immobilismo sia del tutto negativo, ma è un fatto che induce molti giovani a cercare fortuna altrove”.
I Caffè Culturali:
"Rimanendo sempre nel solco del fenomeno migratorio: è possibile un confronto tra l'emigrazione italiana, di cui si occupa la vostra casa editrice, e l'immigrazione attuale, di cui l'Italia è paese di transito e di destinazione?".
Vittorio Bocchi:
“L’ondata migratoria verso l’Europa, alla quale assistiamo oggi, è sempre frutto, come molti fenomeni simili del passato, della disperazione di chi deve abbandonare il proprio paese per cercare altrove un minimo di condizioni sociali che gli permettano di sopravvivere. La similitudine tra i due tipi d’emigrazione, però, si esaurisce con questa considerazione abbastanza generale. Vi sono ragioni storiche, sociali, economiche e geopolitiche sostanzialmente diverse alla radice dei due fenomeni. Un confronto dal punto di vista storico, perciò, risulta impossibile”.
I Caffè Culturali:
"Quali sono stati i risultati dei fenomeni migratori di cui tratta la produzione della vostra casa editrice e come vede il futuro di questa umanità in continuo migrare? Si realizzerà una umanità multietnica, ci dovremmo accontentare di una convivenza plurietnica o quale altro equilibro intravede ed a fronte di quale prezzo?".
Vittorio Bocchi:
“Il risultato antropologico del fenomeno migratorio italiano è stato diverso, a seconda della realtà sociale e dell’evoluzione storica dei paesi del così detto nuovo mondo sul quale s’è innestato. Ad esempio: quando si dice italoamericano, si pensa all’America del nord; mentre per l’Argentina viene subito da dire italoargentino, per Cuba italocubano, eccetera. Questi ultimi si sentono sicuramente più argentini e cubani, che italiani. Nel Nord del continente, l’italoamericano è sì, in genere, un fervente sostenitore del modo di vivere e di agire a stelle e strisce, ma nello stesso tempo, non ha difficoltà a recarsi al seggio elettorale indossando un cappellino con la bandiera statunitense appaiata a quella italiana.
Le migrazioni ci sono sempre state e continueranno a esserci. Sta all’uomo, in quanto essere raziocinante, fare i conti con l’incontrovertibile realtà del fatto che lo spazio su questa terra è finito e in qualche modo dobbiamo starci tutti”.
I Caffè Culturali:
"Come si inserisce in tutto ciò il progetto relativo a Villa Bisighini?".
Vittorio Bocchi:
“Il progetto Villa Bisighini è antecedente alla nascita della casa editrice. Negli anni, la particolare vicenda di emigrazione argentina ad essa legata, è stata divulgata per mezzo di pubblicazioni e, infine, con la produzione di un documentario. MnM print edizioni vuole anche essere il fulcro originario di un centro studi sull’emigrazione italiana nel mondo, che dovrebbe crescere insieme al progetto di casa museo”.
I Caffè Culturali:
"Oltre al progetto relativo a Villa Bisighini cosa prevede il futuro per MnM print edizioni ?".
Vittorio Bocchi:
“Prevede delle pubblicazioni di narrativa e saggistica, che sempre più si inoltrino nello sconfinato mondo delle storie d’emigrazione italiana; le quali hanno molto da dirci sul passato e sul futuro di tutti noi”.
    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Vittorio Bocchi - MNM Print Edizioni"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 09.11.2015
ultimo aggiornamento:
05.12.2015
codice di riferimento:
IICA1511091000MANA10

 
     
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