Dicono al caffè che...
Prospettiva

"Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!"

Quante volte ho ripetuto questa frase in questo mio mezzo secolo di vita!
Quante volte mi hanno risposto, tutti, molti di fretta, alcuni, addirittura, come
sorpresi, come illuminati dal motivo, finalmente carpito, del loro agitarsi, come se fossero stati liberati da una temporanea amnesia ed avessero ritrovato il senso del procurarsi tanta tachicardia.

Da diversi anni, attraverso questa tribuna, esprimo il mio "predicozzo" di fine anno, come un parroco della bassa dall'alto del "web pulpito", agevolato dal fatto che le cose vadano di anno in anno di male in peggio.

Anche quest'anno vi augurerò "Buone Feste", ma con una diversa percezione, o meglio, da una diversa prospettiva.

Strana storia, quella di noi umani: eroica, per un contesto antropologico, drammatica, sempre nella partigiana visione della storia, curiosa, se vista con gli occhi della specie, amaramente stupida, se raccontata dall'ultimo abitante dell'Isola di Pasqua, tenera, inutile, avventurosa, fantastica, dissoluta, strana, pericolosa, forse, per altre intelligenze "sull'uscio siderale a rimirar".

Sovente sento inneggiare a periodi passati, come ad età dell'oro, ma mai mi cambierei con un europeo del '600, soprattutto se gottoso o con abituali ascessi del cavo orale. Elettricità a parte, sarebbero bastate queste poche righe, per trovarmi posizionato su di una pira, accompagnato dal crepitio festoso di un rogo, acceso in mio onore.
Vedete, è sempre questione di prospettiva.
Non sono così fiducioso di termini come: ripresa, sviluppo, riforme, democrazia, equità e, forse, all'alba della mia seconda metà di secolo (speriamo), inizia ad importarmene ben poco.
Dove sta scritto che i bambini con le pance gonfie e gli occhi lacrimosi debbano essere scuri di pelle ed essere nati nel centro dell'Africa? Un giorno ad Harare potrebbero ricevere le commoventi foto di bimbi milanesi, dalla "r" pizzicata, con ventri come otri, non certo colmi di panettoni natalizi. Chi ha mai detto che dovranno per forza tornare gli anni '60 o che la pace debba regnare sovrana in Europa (dato già ampiamente smentito dalle cronache di questi ultimi anni)?
Prospettiva: è una questione di prospettiva, che in questi giorni fa rima con occasione.


Non possiamo cambiare la nostra vita, come girare un interruttore. Non è vero che tutto dipenda dalle nostre scelte, soprattutto se ci troviamo ad essere sprovvisti delle medesime. Quanti tra noi, in questi anni, sono diventati poveri, malgrado il loro proposito di fare carriera? Quanti figli non riusciranno a mantenere lo stesso tenore di vita dei loro padri, malgrado i sacrifci di questi ultimi? Fino a quando le nostre scuole saranno risparmiate dalla vile, violenta e feroce pazzia di un nemico senza volto e senza onore? Quante donne saranno ancora uccise, quanti perderanno tutto per colpa della pioggia, di un uragano fuori posto, quanti la vita a causa di un virus, di una cosca o, banalmente, di un altro uomo?
Anche la pubblicità, che da anni definisce i nostri criteri esistenziali è, in questi giorni, estremamente, amaramene, violentemente esplicita, un inno alla miopia mercantile ed economica: possono pignorarci tutto, ma per essere Natale è sufficiente che si possa ancora addentare una fetta di buon panettone.

Nulla di nuovo avviene sotto il sole e noi non possiamo cambiare la nostra esistenza, ma il rapporto con essa, la prospettiva con cui traguardiamo la nostra vita e quella degli altri.

È proprio una questione di prospettiva: un extracomunitario, irregolare, nato fuori dal matrimonio, partorito in una proprietà occupata abusivamente(1) , senza assistenza sanitaria, mezzo rivoluzionario, morto prematuramente tra due delinquenti, la cui salma risulta irreperibile su questa terra, potrà mai dare un senso alle nostre esistenze? È solo un esempio di come tutto sia una questione di prospettiva, già, solo una questione di prospettiva. Per averne una, però, occorre cercare, abbassarsi, alzarsi, provare, capire, sporcarsi, dubitare e verificare: in poche parole provare a trovare, anche l'introvabile, se occorre: ma occorre crederci!

È nella ricerca, nel rispetto e nella comprensione di tutto, di tutti e di ognuno, non nel suo pieno, esclusivo e dispotico possesso, il senso della vita. Forse. Forse un'occasione. Forse.

"Lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio".(2)

Auguri di Buona Prospettiva a tutti!

 

(1) cit. Maurizio Crozza - Crozza nel paese delle meraviglie - La7
(2) da "Khorakhanè" - Anime Salve - Fabrizio De Andrè
 
Informazioni su questa pagina
titolo:"Prospettiva"
autore: Gian Stefano Mandrino
data di pubblicazione: 18.12.2014
ultimo aggiornamento:
18.12.2014
codice di riferimento:
IICA1412181701MAN

 
     
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