Dicono al caffè che...
Trascrizione

"Trascrivere", generalmente, significa trasferire qualcosa su di un supporto ed è utilizzato con significato affine, anche se con molte varianti, in diversi ambiti: dalla linguistica alla musica, passando per il diritto, la biologia e l'informatica.

Mi piace identificare con il termine "trascrizione" (sostantivo derivante dall'azione espressa dalla forma verbale "trascrivere") gli attuali tempi, intravedendo in essi una espressione discreta (come direbbero i fisici quantistici) nell'evoluzione culturale della nostra specie e che vede la trasposizione di ciò che costituisce la sua "identità operativa", intendendo con questa pomposa locuzione una vasta gamma di operazioni: dagli atti quotidiani ai più raffinati aspetti speculativi del pensiero.

Le tecnologie informatiche sembrano concentrarsi, innanzi tutto, oltre ad agevolare operatività lente e ripetitive, sulla "ri-creazione" della realtà, che ci circonda, sotto forma di standard informatico: dapprima attraverso architetture di interfaccia uomo - macchina addirittura un po' "na´f", poi in modo morfologicamente meno scimmiottante, ma invariato nella proprietà: l'orario ferroviario è sempre quello le biglietterie pure, ma il tutto, per diverse persone, risulta molto più comodo e meno costoso (provvedendo nel tempo anche ad evitare la riproduzione della copertina di un orario cartaceo e conseguente suono di pagine sfogliate, ma arrivando al sodo con "app" dedicate "al succo" della questione).


Non
ne scaturisce, però, alcuna nuova sintesi nella sostanza, solo una nuova espressione del trascritto con un nuovo ordine, in un nuovo contesto gerarchizzato, che mi ricorda una certa impostazione della collettività residente in Europa sino al periodo rinascimentale. Una logica, una gerarchizzazione derivante (espressa con varie modalità), un sistema di controllo: aspetti a cui forse molti non fanno più caso e che rappresentano delle costanti della nostra quotidianità, soprattutto quando questa viene espressa attraverso sistemi informatici sempre più diffusi e necessari.

Se fossi un extraterrestre e volessi rendermi conto della prospettiva esistenziale della specie umana, troverei di grande comodità e di utilità connettermi ad Internet per mezzo di una trasmissione subspaziale (che non so assolutamente cosa significhi, ma che viene sovente usata dai miei beniamini delle serie di "Star Trek) , piuttosto che mettermi a giocare a nascondino con quegli sprovveduti dei terrestri, inviando oggetti più o meno identificabili dalle contorte menti umane. Per i tentativi di invasione, distruzioni ed angherie intergalattiche varie rimando ad un altro compulsivo contributo su questo sito: per il momento desidero rimanere ancora sul tema: trascrizioni, Medioevo e Rinascimento.

Non basterà certo ridenominare una rete con un "2.0" a suffisso, per definire un cambiamento di epoca: la nuova terminologia servirà, al più, a sottolineare un aumento esponenziale in qualità e quantità di fruizione, di contenuti condivisi, di utenze, di ciò che ho appena definito come "trascrizione", rimanendo sempre costanti, o forse addirittura più stringenti, la logica di riferimento, la gerarchizzazione ed il controllo, componenti cardine di un sistema affidato alla nostra specie, ma secondo modelli di comportamento non reale espressione della medesima nella sua totalità, almeno nell'eccezione di questa come, in qualche misura, senziente o, quanto meno, coscientemente predeterminante.

Occorrerà attendere un cambiamento radicale di prospettiva, per inaugurare un nuovo "Rinascimento", ovvero un sistema dove, pur mantenendo attivi la gerarchizzazione ed il controllo, la logica fondante migri ad altro autore e promuova altri personaggi in commedia.

Non è scontato che gli appartenenti alla nostra specie possano continuare a persistere nel ruolo di autori. Un cambiamento come descritto potrebbe essere opera di nuovi soggetti, magari di esclusiva genesi elettronica, determinati proprio nella e dalla fase di trascrizione, appositamente per ovviare a delle lacune, a delle forme virali, a delle non conformità riscontrate nella fase di controllo della trascrizione come, per esempio, la sciagurata abitudine di autoselezionarci, decidendo il diritto di esistere di un soggetto rispetto ad un altro in base alla sua etnia, alla speculazione finanziaria, alla limitazione della proprietà, della creatività, della introspezione e della libertà di non essere come "pre-concepiti", convinti di come queste sarebbero potute essere "determinazioni" utili al miglioramento della specie.

Forse, un giorno, l'aggettivo umano potrebbe essere riferito ad una fase accidentale ed errata del cespuglio evolutivo, da distruggere per buona parte e recuperare attraverso la correzione di alcuni aspetti secondo nuove modalità esistenziali e di concepimento proprio della stessa esistenza, inaugurando, così, un nuovo Rinascimento, forse molto diverso e lontano dai nostri attuali ed incrollabili riferimenti e convenzioni...ma questa è un'altra storia...

 
Informazioni su questa pagina
titolo:"Trascrizione"
autore: Gian Stefano Mandrino
data di pubblicazione: 28.08.2015
ultimo aggiornamento:
28.08.2015
codice di riferimento:
IICA1509281044MAN

 
     
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