Il libro sul tavolino
"La croce dentro"
di Donato Di Capua
la recensione



Donato Di Capua



"La croce dentro"

ISBN 978-88-6884-393-9


Casa Editrice Kimerik
http://www.kimerik.it




Il libro sul tavolino è:

"La croce dentro"

Come sanno i nostri più affezionati lettori raramente pubblichiamo delle recensioni librarie. Innanzi tutto perché siamo portati ad offrire solo una visione positiva, attraverso i nostri canali, di quanto accade (siamo già tutti vessati dalle quotidiane asprezze di questa valle di lacrime, attraverso le quali i media, sovente, cercano facili successi) e, soprattutto, non riteniamo opportuno sederci in cattedra per giocare ai giudici infallibili a scapito di pensieri e fatiche altrui, sempre degni, comunque, di rispetto, in modo particolare se in relazione ad una materia, dove l'opinabilità è porzione ampia di ogni giudizio.

In secondo luogo perché sentiamo forte la responsabilità verso lettori ed autori: sostenere che un testo possa essere un insulto alla letteratura o un capolavoro, oltre ad assumere la citata opinabilità quale assoluto riferimento, potrebbe ingenerare pregiudizio se non addirittura un senso truffaldino nel dare visibilità e credito critico ad espressioni che solo noi possiamo ritenere di pregio o meno. A rimetterci saranno gli autori, magari linciati mediaticamente a sproposito ed eventuali lettori, verso i quali la nostra onestà intellettuale (e non solo) potrebbe risultare incrinata.

Il terzo elemento da considerare risiede nel fatto che l'opera recensita è ritenuta da noi presentabile solo se espressione di particolari caratteristiche letterarie utili per tutti alla comprensione del comportamento letterario esaminato e dell'argomento da questo proposto ed esposto, che deve godere di particolare rilevanza per generalità ed importanza.

Questa recensione libraria, assolutamente non canonica nelle modalità conosciute e diffuse tra gli "addetti ai lavori", è stata pubblicata perché, a nostro avviso, sono stati ravvisati nel testo di Donato Di Capua speciali aspetti legati alla necessità, mai completamente sopita nella nostra specie, del desiderio dell'esperienza mistica. Prova ne è il fatto che mai come in questo periodo le produzioni televisive pullulano di storie che hanno a che fare con dimensioni paranormali ed escatologiche. Mai come ora i luoghi titolari di visioni ed apparizioni sono di interesse mediatico. Nel lavoro del Di Capua, però, questa dimensione non assume toni spettacolari, ma ripropone i colori di un "realismo" esistenziale, di un misticismo umano, di una esperienza dolorosa come la vera vita, che trae origine dal reale e condivisibile senso di inadeguatezza, di insipienza, di inespressività , dei modelli esistenziali proposti da tanti cattivi maestri del vivere.

In sintesi questo lavoro testimonia che il dolore, in ogni sua espressione ed intensità, è ciò che ci rende tra noi simili in questa dimensione esistenziale (a patto che l'immanente esista) e che ogni affinità, identità ed empatia tra noi e da noi avvertita, a qualsiasi titolo, non può che essere originata dalla condivisione di questo, dal compatire.

"La croce dentro", romanzo prodotto dalla Casa Editrice Kimerik, narra la conversione religiosa di un uomo d'affari, che, da spietato edonista finanziario, vive la sua "via per Damasco", trasformandosi in un moderno "Innominato" di manzoniana memoria, con felice ricaduta per se stesso e per il suo intorno sociale.

Scritto in prima persona con registro intimista, fortunatamente (in controtendenza alla attuale moda) non assimilabile completamente ad una sceneggiatura da produzione televisiva, evidenzia uno stile caratterizzato da un irrefrenabile trasferimento emotivo, che spinge l'autore, soprattutto nella seconda parte dell'opera, a trasfigurare stilisticamente il "registro" narrativo a tal punto da farlo "virare" verso un genere nuovo, sospeso in una prosa che cerca la sublimazione in lirica, come se solo la poesia potesse descrivere, quasi come un metalinguaggio, gli stati d'animo che agitano protagonista ed autore in prossimità del senso del divino.

L'autore pare cerchi qualcosa da aggiungere alle parole, come se non volesse cedere alla limitatezza delle stesse, pur avvertendola nel trasmettere ciò che non può essere umanamente espresso, affidandolo, così, a combinazioni di suoni e significati, in un afflato più aulico, a testimoniare la necessità di una trasfigurazione, per vivere la visione lontana di ciò che si percepisce oltre il limite esistenziale.

Non è certo la prima volta che si narra di una conversione, ma è raro percepire l'acuirsi del sincero senso di inadeguatezza di un autore, che fa esperienza condivisa, al di là del risultato stilistico o contenutistico, di ciò che non può essere trasmesso né da carne né da uomini, ma che è evidente non può certo, almeno per l'autore, essere taciuto.

Un interessante esempio di scrittura non autocelebrativa della propria abilità, per cui presentare un libro tra sorrisi e buon odore di copertine non è l'obiettivo dell'attività creativa. Sarà certamente difficile per il nostro autore sostenere la sua genuinità sfuggita di mano a scapito di tutto, ma non di quel qualcosa che da dentro ha mosso l'autore, beffandolo, forse ed addirittura, della convinzione del motivo creativo.

Se da anni sosteniamo il senso dell'esistenza del libro come vettore, qui lo "Stargate" si è fatto più duro e forse, fortunatamente, è scappato di mano, per apparire, attraverso parole incise come pitture rupestri, quella che è la nostra dimensione: la paura che l'esistenza sia solo la vita.

    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"La croce dentro"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 25.09.2014
ultimo aggiornamento 25.09.2014
codice di riferimento:
IICA1509251402MANA1

 
     
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