Non è nostra intenzione riscrivere la storia con i "ma", i "se" ed i "però".Non desideriamo neppure porre sulle labbra altrui le nostre convinzioni: sarebbe immorale oltre che stupido. Le "interviste improbabili" de "I Caffè Cuturali" sono una sperimentazione di divulgazione culturale, il cui obiettivo è proporre all'atttenzione dei nostri lettori delle figure particolarmente significative della nostra evoluzione culturale, per stimolarne lo studio e verificarne come nel tempo si sia modificata la percezione delle loro idee, delle loro opere e delle ripercussioni di queste sul nostro panorama culturale e nella nostra società.

Le "interviste improbabili" non debbono essere considerate e lette come un "riassunto enciclopedico" o un estratto nozionistico da "notte prima degli esami". Poco di ciò che troverete esposto potrebbe essere forse definito corretto, esaustivo ed esauriente. Da queste pagine potrete, invece, trarre ispirazione ed a vostra volta ispirare nuove prospettive, da cui traguardare il pensiero dei nostri ospiti, nonché lo stimolo per approfondirne la conoscenza.

Il primo ospite al tavolino delle interviste improbabili dei nostri caffè è Karl Emil Maximilian Weber, uno dei fondatori della moderna sociologia, interpretato nelle risposte per "i Caffè Culturali" da Giancarlo Micono.

Come sempre è attivo, al fondo di questa sezione, un forum, attraverso il quale potrete liberamente partecipare a questo nostro, improbabile quanto intrigante incontro.

Intervista improbabile a Karl Emil Maximilian Weber
l'ospite



Karl Emil
Maximilian

Nome:

Karl Emil Maximilian

Cognome:

Weber

Nazionalità:

Tedesca

Date biografiche: 21 aprile 1864 - 14 giugno 1920

Interessi:

Sociologia, religione, politica, storia ed economia

Note biografiche:

Nato ad Erfurt, il 21 aprile 1864, morì a Monaco di Baviera il14 giugno 1920. Economista, sociologo, filosofo e storico tedesco è considerato uno dei fondatori della moderna sociologia. Accademico ha esercitato presso l'Università Humboldt di Berlino, l'Università Albert Ludwigs di Friburgo, l'Università di Heidelberg, di Vienna e di Monaco di Baviera.

Fu consigliere della delegazione tedesca durante il Trattato di Versailles (1919) e della commissione incaricata di redigere la Costituzione di Weimar.

Concentrò il suo lavoro nella razionalizzazione della sociologia della religione e della sociologia politica, anche se notevole fu l'apporto dei suoi studi nell'economia.

L'Ospite sul web:

https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber

https://it.wikipedia.org/wiki/L'etica_protestante_e_lo_spirito_del_capitalismo

http://www.filosofia.rai.it/

"E mail" info@icaffeculturali.com
    

l'intervista

I Caffè Culturali:
"Buon giorno, Signor Weber, grazie per la sua disponibilità. Come sta?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Sto abbastanza bene, direi, grazie! Intendo sotto il profilo della soddisfazione intellettuale; a cent’anni da quando ho espresso certe mie idee frutto di ricerche sociali, queste si mostrano ancora piuttosto attuali; mi piace pensarlo come un dato in controtendenza rispetto a molti altri intellettuali. C’è chi dice che io sia uno dei fondatori della sociologia e chi mi vede come un economista. A me sembra di essere stato semplicemente un osservatore molto attento in un periodo di grandi trasformazioni per il mio Paese, la Germania. Ma veniamo ai miei studi: Il più noto, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo è stato da subito (1904-1905) pubblicato come una unica ricerca, ma io ho dato alle stampe due ricerche, a quasi un anno una dall’altra: la prima riguardava il Rapporto tra confessione religiosa e stratificazione sociale; la seconda trattava il tema specifico dello Spirito del capitalismo. Nello sviluppare il tema della stratificazione sociale ho dato abbastanza spazio alla ascesi nel protestantesimo, che mi serviva per chiarire certi andamenti. Venendo alla affermazione con la quale ho aperto il dialogo, a me sembra di avere aperto un cantiere sulla trasformazione e sui valori delle società occidentali con una fotografia di come era la società tedesca nella mia epoca (già abbastanza complessa)….Quali sono oggi i valori in cantiere? Sono ancora in grado di dare un indirizzo alla nostre società o dobbiamo rivolgerci altrove?".

I Caffè Culturali:
"Ecco, appunto: quali sono i valori sociali in gioco nella nostra società, diciamo europea, e come sono cambiati i riferimenti sociali dal tempo delle sue ricerche?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Nella prima parte delle mie ricerche – quella sul rapporto tra confessione religiosa e stratificazione sociale – confrontavo due gruppi sociali per molti aspetti omogenei tra loro: cattolici e protestanti (entrambi cristiani) in una epoca e in una cultura determinate. I dati mettevano in evidenza quale dei due gruppi raggiungeva una maggiore efficienza economica nell’accumulare risorse, nel trasmettere un messaggio di successo alle generazioni successive e cose del genere, che in definitiva contribuivano a migliorare la società nell’insieme. Nei cento anni che sono seguiti a quelle ricerche si è affermata progressivamente (in luogo dell'accumulo) una tendenza culturale che sottolineava la necessità di acquistare e consumare sempre più beni sempre più in fretta; in tal modo si dava più lavoro alle fabbriche, si assumevano più persone che potevano percepire salari sempre più elevati, da spendere in ulteriori beni e servizi. Questo meccanismo ha funzionato finchè è stato applicato nel mondo occidentale e cristiano soltanto. Avevo cominciato a lavorare su un confronto fra questa parte del mondo e l’oriente ma il destino e quel che era cominciato come una malaugurata influenza mi hanno impedito di portare a termine l’opera. Inoltre si sono persi concetti impliciti nelle mie analisi: confrontavo dati su rendite e capitali accumulati da protestanti e cattolici , ma nessuno dei due gruppi metteva in dubbio la scarsità dei beni terreni e la necessità di usarli con parsimonia. Mi sembra che nei decenni successivi tutto questo sia stato dimenticato. Nuovi studi dovrebbero partire da qui".

I Caffè Culturali:
"Per quale motivo ritiene di venire ancora considerato dagli atenei di tutto il mondo?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Per dirla chiaramente ho l’impressione che parte della popolarità dei miei studi su L’etica protestante e lo spirito del capitalismo sia dovuto a un fraintendimento quasi su misura.
Nell’ultimo secolo il mondo e lo stile di vita anglosassone e protestante hanno prevalso su altri; bisognava spiegare – se non giustificare agli occhi altrui - questa preponderanza con un motivo etico e una giustificazione trascendente.
Nei miei scritti non cercavo di giustificare un destino, ma fattori pratici e ideologici, tradizioni e costumi, che hanno portato a questo tipo di evoluzione. Temo di finire in soffitta quando si comprenda che forse le risorse della Terra non sono sufficienti a far vivere tutti gli abitanti nelle condizioni delle società protestanti, per lo più occidentali e di razza bianca.
A quel punto forse servirebbe proprio la mia metodologia di studio per capire come proseguire in un mondo diverso".

I Caffè Culturali:
"In cosa consiste la sua Metodologia di studio?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Ho raccolto dati presenti nella società e ho cercato di catalogarli, prima di tutto sotto il profilo economico, perché quella era la mia prima cattedra. Cercavo di individuare una tendenza economica, di fare previsioni. Dai dati raccolti ho capito l’importanza di fattori storici, ambientali e culturali e li ho evidenziati. A fine ‘800-inizi ‘900 in Germania vi era ancora scarsità di mezzi di sopravvivenza e si cercava di ovviare. A quel periodo risalgono i primi embrioni di una legge sulla partecipazione nelle grandi aziende minerarie e metallurgiche da parte di chi vi lavorava; nella stessa epoca un amministratore locale avviava un sistema cooperativo per i contadini poveri del proprio comune che prospera ancora oggi. Non avevo in progetto di inventare una branca di una nuova scienza, è successo. La validità della metodologia consiste secondo me nell’avvalersi anche oggi di osservazioni locali: il mondo è un mosaico di realtà economiche abbastanza piccole, come tante tessere, a volte simili ad altre in punti completamente diversi del globo. Mi sembra si stia andando incontro a una nuova epoca di difficoltà economiche, perciò diffido di previsioni troppo ampie e di teorie precostruite".

I Caffè Culturali:
"Che cos'è per lei l'economia?Quale idea ha maturato sullo scopo e sull'utilità di questa materia? In cosa è cambiata dai suoi tempi?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"La Sua domanda tocca proprio le “novità” che ho introdotto negli studi economici, l’accavallamento intorno alla mia persona della figura dell’economista e del sociologo, e probabilmente l’attenzione che ancora oggi circonda i miei scritti. Nell’economia classica da Adam Smith in poi, gli studiosi hanno osservato, p.es. la ricchezza delle Nazioni, poi sono andati in cerca dei fattori che la spiegavano facendo confronti globali. Lo stesso Marx ha introdotto un’idea fino a quel momento ignorata per spiegare l’economia globale, ed era il “fattore lavoro”; ma anche egli si è servito delle sue innovazioni ideologiche per leggere l’economia delle Nazioni e se possibile fare previsioni mondiali. Io ho raccolto dati già presenti nella società; ho studiato una realtà composita esistente e funzionante e ho cercato di individuare i tratti caratteristici che la facevano funzionare a quel modo; in questo senso mi sento più “moderno” di altri. Non era mia intenzione avallare un sistema economico-culturale rispetto a un altro. Le “riletture” posteriori della mia opera mi hanno fatto “dire” molto di più".

I Caffè Culturali:
"Perché è considerato da molti il padre della sociologia?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Ci sono varie ragioni, alcune più fondate, altre meno. Negli anni in cui mi sono occupato di quelli che per me erano prima di tutto studi economici si è sviluppata in tutta Europa la sensibilità sociale. In Gran Bretagna ci si accorgeva degli effetti negativi della rivoluzione industriale sulle popolazioni urbanizzate, in Italia il Papa aveva appena scritto una enciclica che riguardava la trasformazione dell’economia locale da agricola a industriale ma poneva riflessioni in ambienti culturali di vari Stati, ciascuno a modo suo; in questo contesto sono stato fra i primi a descrivere i fenomeni in dettaglio, usando in questo senso un metodo nuovo. Inoltre ponevo domande sul significato del mestiere, come ruolo di riferimento di un individuo e la vita in quanto tale; a ordinare i miei scritti in questo senso hanno provveduto anche mia moglie e altri studiosi e miei allievi in una opera postuma su economia e società. Quest’ultimo fatto è avvenuto in un momento in cui una nuova società industriale e protestante – gli Stati Uniti – acquistava molta visibilità sulla scena mondiale. Mi sembra ovvio che studiosi americani, alle prese con taylorismo, fordismo ecc. cercassero radici ideologiche. Questo ha giovato alla mia fama ma non è stato un mio indirizzo".

I Caffè Culturali:
"Cos'è la sociologia per lei, Signor Weber? Cosa è cambiato in questa materia dai suoi tempi ad oggi? A cosa serve, in realtà, la sociologia?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"La sociologia (come l’ho studiata io) è un metodo di analisi che prende in considerazione fattori culturali e filosofici per spiegare l’evoluzione di un gruppo di individui o di una popolazione su un territorio quando i dati economici non consentono di spiegarla. Altri studiosi quasi contemporaneamente o successivamente a me, hanno percorso una strada simile ciascuno nel proprio lavoro inventando i vari rami della sociologia: pensiamo ad esempio a coloro che si sono occupati di sociologia connessa all’ambiente di fabbrica del secolo XX: l’obbiettivo era migliorare il rendimento (fattore economico) attraverso una maggiore soddisfazione o minore insoddisfazione della manodopera (fattore definito poi sociale). Ho scritto della professione (in tedesco Beruf, che ha la stessa radice linguistica del verbo chiamare) come chiamata allo svolgimento di un determinato ruolo fra gli altri uomini (aspetto sociale) ma anche religioso, come chiamata a svolgere bene la missione in questa vita…molte di queste cose hanno trovato una collocazione e uno sviluppo ideologico dopo di me, ad opera di altri. Molto è cambiato dai miei tempi e la sociologia da un insieme di idee è diventata scienza. Mi sembra però che il significato sia rimasto quello originario: spiegare fatti e situazioni secondo una logica che economia, filosofia, psicologia ciascuna presa isolatamente non sono in grado di completare".

I Caffè Culturali:
"Da quanto ha potuto vedere, la sociologia ha effettivamente apportato benefici e conoscenze al genere umano?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"La risposta è ovviamente positiva, ma mi sembra presuntuoso che sia io a dirlo, o forse no, ed è per questo che mi considerano uno dei padri della sociologia. Le società moderne, per la loro complessità crescente, hanno bisogno di mediazioni sempre più intense, sempre più ricche di sfaccettature. Sociologia è mediazione, con a monte uno studio della realtà sociale così com’è, senza pretesa di fare previsioni, e questo è il beneficio. Quanto alle conoscenze, mi sembra che spesso altre scienze facciano uso di dati sociologici per fare previsioni e programmi. Come economista ed esperto di problemi sociali ho fatto parte della commissione incaricata di stendere il testo della Costituzione della Repubblica di Weimar, e questo è stato probabilmente l’ultimo lavoro importante prima di quella malattia che mi ha stroncato. Anche il libro Economia e Società - uscito dopo la mia morte - rappresenta la trasposizione in economia delle tesi sociali".

I Caffè Culturali:
"Cosa intende per mediazione?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"In Occidente la civiltà ha assunto forme che le hanno permesso di imporsi al resto del modo non solo con la forza ma con la trasmissione e l’esportazione della propria cultura. La geometria fu studiata anche in India, ma non venne sviluppato il concetto di “dimostrazione” di origine ellenica; antiche civiltà conoscevano l’astronomia come osservazione e descrizione; l’abbinamento con la matematica in Occidente ha portato alla cartografia, allo sviluppo di strumenti per la navigazione, ecc; medicina e scienze naturali furono studiate prima in India, ma è in Occidente che vennero abbinate agli esperimenti, al laboratorio come luogo dove ripeterli fino a comprenderli, sviluppare strumenti e medicinali testati, individuabili e riproducibili. Sono esempi di collegamento e di mediazione fra scienze diverse. Le rigorose schematizzazioni del diritto romano mancano nelle altre parti del mondo, nonostante una corposa produzione di testi giuridici; Anche la musica, nonostante la conoscenza pressoché mondiale della polifonia, ha trovato in Occidente regole che le hanno permesso di sviluppare nuovi strumenti, determinare la composizione delle orchestre, ecc. Ho scritto di “Sociologia della Comprensione” come spinta a individuare questo tipo di fatti; è lo stesso principio per cui ho sostenuto che la necessità economica da sola non è sufficiente a spiegare il comportamento di individui o di interi gruppi sociali. Su questa strada mi sembra vi sembra vi sia ancora un lungo cammino da percorrere".

I Caffè Culturali:
"Come vede il futuro, Signor Weber,?".

Max Weber :
(Giancarlo Micono)
"Sono ottimista. Le scienze sociali che ho studiato e contribuito a inventare sono strumento di relazione fra gli individui e fra i popoli. Le guerre e le crisi – per esempio - che stanno tormentando il bacino del mediterraneo sono in parte figlie del desiderio (da parte di altri popoli) di emulare gli europei nel loro tenore e stile di vita, trasferendosi se possibile direttamente a casa loro. Voglio rimarcare che nelle azioni quotidiane nessun governo europeo è ancora riuscito a distinguere fra i migranti che fuggono da teatri di guerra e quelli che vengono semplicemente perché qui si sta bene. Il prossimo obbiettivo è sociale, anche se non so quando sarà raggiunto: creare per questi popoli condizioni di vita che rendano appetibile il restare a casa propria; inventare un modello di sviluppo sociale che tenga conto delle loro tradizioni ma le renda compatibili con le società più avanzate; sono convinto che volendo, la soluzione energetica, economica, ambientale per raggiungere l’obbiettivo può essere trovata. Il vero problema è che con la leva economica e della costrizione si vuole indirizzare lo sviluppo in un certo modo. Ancora una volta un problema politico-sociale, che – seppure soffrendo – sarà superato. Non credo invece che lo spirito protestante come motore della società capitalistica sia un teorema eterno e immutabile".
    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Intervista improbabile a Karl Emil Maximilian Weber".
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 31.08.2015
ultimo aggiornamento
12.10.2015
codice di riferimento:
IICA1508311300MANA1

 
     
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