Lettura con l'autore
Nomi di donna
Con Gianluca Pirozzi e Clara Garesio

Torna la sezione "Lettura con l'autore", dedicata
all'approfondimento di un testo in compagnia dello stesso autore.

Per questo primo appuntamento abbiamo variato il format abituale della sezione, cogliendo l'occasione della disponibilità dell'autrice delle illustrazioni di "Nomi di donna", che introducono ogni capitolo dell'opera. Chiederemo, infatti, all'illustratrice, Clara Garesio, di descrivere come tali immagini siano state prodotte dalla sua creatività e di come abbia interpretato i racconti, per continuare tale approfondimento, senza soluzione di continuità, direttamente con lo stesso autore, Gianluca Pirozzi e con tutti coloro che, tramite il forum dedicato a questo incontro, abbiano desiderio di condividere questa "Lettura con gli autori".

A tutti buona partecipazione e buona lettura!
gli ospiti


Gianluca
Pirozzi



Nomi di donna

ISBN 978-88-6770-107-0

L'Erudita

www.lerudita.it

Gianluca Pirozzi.

Gianluca Pirozzi è nato a Napoli ed ha vissuto a Roma, Bruxelles, Parigi, Bogotá, Mumbai e Skopje. I suoi racconti sono stati più volte premiati nell’ambito di rassegne letterarie nazionali e pubblicati in antologie e raccolte narrative. Ha pubblicato la raccolta Storie liquide (2010) e il romanzo Nell’altro (2012). Nomi di donna e` il suo terzo libro.

Altre informazioni sull'autore in questo sito:
- Come eravamo
- Tavolini riservati
- Lettura con l'autore (Nell'altro)

"Nomi di donna"

Ogni nome cela un destino e dunque una storia. Restituite agli occhi di chi legge sfilano le vite di Stella, Clara, Edda, Diana e altre ancora. Nomi di donna, involucri vuoti dalla forma definita che vengono riempiti da desideri, voglia di libertà, aneliti creativi ma anche istinti distruttivi, dolore e menzogna. Ogni racconto consegna un ritratto. Sembra quasi di poterle incontrare da un momento all’altro queste donne: Monica alle prime luci dell’alba di ritorno dalla corsa dove Carlo le sembra ancora vicino; Nadia che, come ogni mattina, percorre il marciapiede illuminato dalle vetrine per raggiungere l’hotel in cui lavora; Aristea vestita di verde, seduta davanti alla sua roulotte. Gianluca Pirozzi riesce a coniugare una profonda sensibilità e una percezione lucidissima delle relazioni umane tracciando un affresco sapiente e indimenticabile dell’universo femminile.

Il testo è reperibile presso:
http://www.lerudita.it/nomi-di-donna/



Clara
Garesio

Clara Garesio

Clara Garesio nasce a Torino nel 1938 e si forma all'I.S.A. della Ceramica “Ballardini” di Faenza. Ha sempre insegnato arte e tutt’oggi prosegue l’attività didattica in ambito artistico presso la Società Umanitaria. Ha condotto una personale e costante ricerca artistica nel campo della ceramica – pur praticando svariati altri ambiti espressivi - conseguendo prestigiosi riconoscimenti e realizzando interventi per opere pubbliche e pregevoli pezzi per collezioni italiane ed estere [tra l’altro, Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, sede SEAE dell’Unione Europea a Bruxelles, MIAAO di Torino, MIC di Faenza (RA), Museo della Ceramica di Castellamonte (TO), Museo della Ceramica di Vietri sul Mare (SA), Museo d’Arte Ceramica di Ascoli Piceno, MARCON di Cerreto Sannita (BN), Raccolta Internazionale d’Arte Ceramica Contemporanea di Castelli (TE), MISA di Faenza (RA), Museo “Manuel Cargaleiro” di Castelo Branco (Portogallo), Museo Città Creativa di Ogliara Salerno, Museo delle Arti Applicate di Villa de’Ruggiero di Nocera Inferiore (SA)]. Nel corso della sua carriera artistica, ha partecipato a rassegne d’arte in Italia e all’estero ed esposto in numerose mostre personali, tra le quali: “Ceramica: Forma Materia Colore” (Museo Città Creativa di Ogliara Salerno), “Una infinita primavera” (Museo della Ceramica di Villa Guariglia di Vietri sul Mare - SA), “Approdi desiderati” (Linee Contemporanee, Salerno), “1 passione, 2 mani, 3 elementi... Clara Garesio!” (San Salvatore de Fondaco, Salerno) curata dalla Soprintendenza BAS di Salerno e Avellino, CON-CRETA-MENTE (Villa Rufolo, Ravello - SA) curata dalla Soprintendenza BAPPSAE di Salerno, “Ceramiche - timeless glamour” (Galleria Terre d’Arte, Torino), Mostra Premio alla Carriera “Viaggio attraverso la Ceramica” del Museo “Manuel Cargaleiro” di Vietri sul Mare (SA), Dejà-vu (Grafica Campioli, Monterotondo - RM), “Uno sguardo variopinto” (Gall. Opera, Sant’Agata de’Goti - BN).

Altre informazioni sull'artista in: http://www.claragaresio.it
L'artista è reperibile all'indirizzo: claragaresio@gmail.com

 


l'intervista

I Caffè Culturali:

"Come è nata la collaborazione tra Clara Garesio e Gianluca Pirozzi? Quale tecnica è stata scelta per illustrare i capitoli di "Nomi di donna" e per quale ragione?.


Clara Garesio
Con Gianluca Pirozzi, mio figlio, la collaborazione è nata dopo che, avendo avuto tra le mani il suo manoscritto, ho buttato giù una serie di schizzi ideati sulla scorta delle emozioni che alcune pagine lette avevano suscitato in me.
Inizialmente non vi è stato alcun proposito specifico di sviluppare un progetto vero e proprio per creare le illustrazioni al libro ma solo un gesto, per me naturale, di tradurre in tratto visibile un'emozione... solo in un secondo momento, quando altrettanto casulamente Gianluca ha visto alcuni di quei disegni, lui mi ha domandato di elaborare una tavola per ogni capitolo del libro, dedicando un ritratto a ciascuna donna. E per preservare quella spontaneità, Gianluca mi ha commissionato tredici tavole, una per capitolo, chiedendomi di elaborarle sulla scorta della lettura solo di alcune pagine dei racconti così che i disegni potessero esser più fedeli ad una specifica emozione più che all'intero racconto. È stato perciò naturale proseguire e ampliare nel tracciato dei primi schizzi, utilizzando la tecnica del disegno a china.

Gianluca Pirozzi
"È la prima collaborazione con Clara Garesio su un mio scritto e sono molto contento del risultato perché mi é apparso da subito bilanciato nel senso che la lingua non ha sopravvento sul disegno e viceversa"

I Caffè Culturali:

"Come nasce una illustrazione? Ci può descrivere, Clara Garesio, forse raccontare, l'atto creativo, che, partendo da una lettura, approda all'espressione di altrettanta emotività e creatività? Cosa è accaduto, cosa ha avvertito, per esempio, leggendo il primo racconto, che si intitola Monica?. Cosa, invece, percepisce, Gianluca Pirozzi, l'autore del racconto, nel vedere riflessa la propria creatività nel tratto, di chi ha condiviso la lettura, oltre che la vita?".


Clara Garesio
"Vorrei premettere che io non sono una illustratrice professionista, sono invece una ceramista ed una decoratrice professionista ed in ragione di questa mia attività da sempre ho concepito i miei lavori attraverso un processo che spesso ha come incipit lo schizzo di linee e forme. Si tratta di un processo che affonda le sue radici in un lontanissimo passato quando ancora bambina utilizzavo i quaderni per disegnare e tracciare quelle che poi sarebbero diventate forme dipinte su vasi, piatti ed altri manufatti. È questa un'abitudine mai persa, anche oggi mi capita di primo mattino di risvegliarmi con un'idea da tradurre in realtà ed é per me ovvio ricorrere al disegno su carta come prima 'prova' di materializzazione di un'idea.
Nel caso dell'illustrazione qui riprodotta quella del primo capitolo che apre il libro, Monica, l'emozione é legata all'idea che mi ha rapita di immaginare il dolore non come qualcosa che blocca ma che spinge al movimento, alla corsa mattutina come quella che con ritualità compie la protagonista per le vie deserte di Roma".

Gianluca Pirozzi
"Da parte mia è stato sorprendente osservare che in un piccolo foglio potesse esser condensata l'idea che ho seguito scrivendo il racconto di Monica ed è stata lanciata in tale occasione la sfida a Clara Garesio di leggere un paio di pagine per storia per vedere se anche per gli altri capitoli lei era capace ed ispirata per darne una sua interpretazione attraverso il disegno".

I Caffè Culturali:

"Ha avvertito responsabilità nell'illustrare la creatività originata da un altro artista? Ci potrebbe raccontare, per esempio, la tavola che è abbinata al racconto intitolato Agata? L'autore ha mai avuto il timore che l'interpretazione figurativa potesse influire sulla percezione del lettore o tradire ciò che avrebbe desiderato trasmettere?".


Clara Garesio
"Ho letto le ultime due pagine di questo racconto prima di poterlo rileggere tutto ad illustrazione terminata... è un tema forte ed ahimé molto attuale, per il quale ho scavato nella memoria collettiva della società cui apparteniamo... ammetto di non essermi posta il problema di tradire con l'illustrazione il lettore anticipando l'esito del racconto, in fondo quando ho letto per intero la storia ho compreso che la situazione descritta presenta un'alta drammaticità sin dalle prime righe".

Gianluca Pirozzi
"Questo è uno dei capitoli più forti emotivamente di Nomi di donna; peraltro ho avvertito il rischio che si potesse cadere nel banale raccontando una vicenda che appare direttamente attinta dalla realtà. Ho voluto rompere questo schema incalzando il lettore con un susseguirsi di numeri che proseguono progressivamente da 1 a 30 e sono molto felice che tale idea sia stata riprodotta anche visivamente nella tavola che Clara Garesio ha disegnato per Agata ove accanto alla protagonista ci sono i numeri della follia che la strappa alla vita".

I Caffè Culturali:

"Come si disegna una donna e come la si racconta?".


Clara Garesio
"Questa che vedete nell'illustrazione sono io, ma si tratta di un finto autoritratto.Mi spiego meglio: in questo capitolo Gianluca racconta della mia infanzia, fino a giorni recenti andando oltre immaginando un epilogo che coincide con la fine della vita. Per questo motivo non ha voluto che io lo leggessi temendo un impatto emotivo troppo personale. Ha evitato anche di dirmi il nome della protagonista che è appunto Clara. E mi ha solo detto che il racconto aveva come protagonista una donna che si è sempre espressa attraverso l'arte e la pittura, da qui la tavola che vedete in cui ho immaginato Clara come una donna/tavolozza con pennelli ed altri ferri del mestiere di decoro".

Gianluca Pirozzi

"Quanto dice Clara riguardo al racconto che la vede come protagonista ovviamente corrisponde alla verità: in questo capitolo mi sono ispirato proprio ai racconti in parte di mia nonna, in parte della stessa Clara sulla sua primissima infanzia, sul suo apprendistato artistico fino ai giorni nostri ...ed oltre. Naturalmente ho poi rielaborato queste vicende ed ho in parte inventato. Per evitare di sconfinare nel sentimentalismo ho letto e riletto una lirica (la 1129) di Emily Dickinson cui cerco sempre di esser fedele.
Eccola:

Dì tutta la verità, ma dilla obliqua
il successo sta nell’aggirare
troppo luminosa per il nostro piacere infermo
la sorpresa superba del vero
come il fulmine reso familiare ai bambini
con spiegazione affettuosa
la verità deve abbagliare gradualmente
o tutti saremmo ciechi".

 


I Caffè Culturali:

"Come definireste l'essere donna?".


Clara Garesio
"Non possiedo una risposta (assoluta) a questo quesito, perchè ovviamente il mio è un punto di vista personale, forse come artista privilegiato, nel senso che più che identificarmi con un ruolo (quello di madre, figlia, moglie) esser donna ha significato e tuttora significa in primis essere persona, con i miei propri pregi, i miei difetti e le mie peculiarità".

Gianluca Pirozzi

"Ho letto la risposta di Clara Garesio a questo quesito e penso che sia una risposta molto vera ma, forse un po' criptica per chi non la conoscesse. Per questo condivido qui alcuni appunti presi in occasione della preparazione di una delle ultime mostre personali di Clara Garesio, che mi hanno obbligato a trascrivere i testi di alcune conversazioni sulla sua attività artistica e sul suo esser artista donna. Eccone un estratto che forse completa il pensiero di Clara Garesio.

Ho studiato in un ambiente internazionale di veri talenti, miei compagni di studi sono artisti come Zauli, Spagnulo e molti altri. Sono stata coccolata, ammirata, copiata, dai miei insegnanti prima e dai miei colleghi dopo, ma in fondo, forse proprio per il fatto di essere donna, sono stata anche tenuta a distanza. Ho sposato uno scultore e ho vissuto gli anni della cosiddetta avanguardia al suo fianco, in un ambiente in cui le donne se c’erano, erano presenti per dar lustro agli uomini, considerati come i soli fenomeni dell’arte moderna. Ebbene, se questo qualche volta mi ha ferito come persona, mi ha anche rafforzato e, certamente, non ha fatto in modo che la mia arte ne venisse compromessa. Al contrario, essa è cresciuta, si è sviluppata, si è potuta esprimere fuori dagli stereotipi o dalle mode del momento… in un certo senso, questo rimanere a parte, mi ha salvaguardato ed ha reso più forte ogni mia creazione. In questo senso, ho detto qualche volta che esporre un mio lavoro non m’interessa, certo è bello poter condividere con gli altri le tue opere, soprattutto se la condivisione è fatta con le persone che ami e non dico che l’arte non si possa nutrire anche di questa dimensione sociale, ma per me – forse sono troppo sfacciata nel dire questo – l’arte (per come posso intenderla io in quanto donna) risiede essenzialmente nel fare, per questo io guardo sempre avanti, al futuro, al prossimo pezzo che ho nella testa e nelle mani. (Clara Garesio - colloquio 2008)".


I Caffè Culturali:

"Che donne sono le protagoniste di Nomi di donna?".


Clara Garesio
"Credo che la risposta competa a Gianluca...per come le ho lette io e disegnate, sono donne di oggi con un piede nel passato e uno slancio verso il futuro".

Gianluca Pirozzi
"Ho raccontato 13 donne come spiego nell'intervista che mi avete dedicato, molto diverse tra di loro per personalità, età, classe sociale e collocazione geografica, ma accomunate da un legame, spesso sottile ma comunque presente in modo da lasciare il testimone all'altra donna. Ciascuna di queste donne è raccontata in una situazione di epifania identitaria in cui - per destino o libera scelta - si ritrova a contatto con la propria identità".

I Caffè Culturali:

"Tra le varie tavole che illustrano il testo solo in quella abbinata al racconto Louise non vi sono riferimenti antropomorfi: perché?".


Clara Garesio
"Questa tavola è relativa al capitolo Louise che è l'unico che ho letto interamente in quanto Gianluca ha voluto che leggessi questa storia dedicata ad una delle più grandi artiste del XX secolo Louise Nevelson. Poichè anche l'immagine di questa donna così intraprendente e sempre all'avanguardia mi sono state molto familiari ho voluto invece disegnare qualcosa che rimandasse alle sue opere fatte di assemblaggi e così (come per l'illustrazione di Stella e Edda) ho scelto di eliminare l'immagine della donna ma affidarmi alla fantasia ed alla forza del segno".

Gianluca Pirozzi

"Questa di Louise è una delle mie illustrazioni preferite perchè c'è (molto di Louise Nevelson) tantissimo di Clara Garesio in quel disegno con i decori e i motivi fatti a punta fine che servono spesso come "prova" alle sue creazioni in ceramica e porcellana ed ai decori monocromo che amo moltissimo".


I Caffè Culturali:

"Come è stato accolto dal pubblico questo connubio espressivo?".


Clara Garesio
"Con grande interesse e con una certa sorpresa...entrambe le cose mi rendono molto felice".

Gianluca Pirozzi
"...aggiungo anche il mio piacere e la soddisfazione di aver dovuto vincere qualche reticenza iniziale da parte di Clara Garesio che come illustratrice atipica aveva inizialmente fatto prevalere la sua riservatezza alla sfida del mio coinvolgimento".

I Caffè Culturali:

"Cosa vi ha lasciato Nomi di donna?".


Clara Garesio
"La voglia di andare avanti e l'entusiasmo confermato che in due si possono raggiungere mete e territori inesplorati".

Gianluca Pirozzi

"Per quanto riguarda il rapporto con Clara Garesio la gioia di esser riuscito a coinvolgerla in questa avventura. Per quanto riguarda il libro in generale, questi sono i mesi della sua promozione e posso dire che è bellissimo vedere, specie nelle presentazioni in altre città, persone con un’ ètà, una cultura e una vita diversa dalla tua che hanno letto o ascoltato qualche estratto nel corso di un reading e scoprire che ci hanno trovato le stesse cose che hai trovato tu, scrivendolo oppure delle sensazioni che solo lontanamente ti avevano sfiorato... È una delle grandi soddisfazioni di questa avventura che è lo scrivere".


la nuvola (Cos'è?)


il forum

Fonti, approfondimenti e collegamenti inerenti il tema
- Gianluca Pirozzi in "Come eravamo": http://www.icaffeculturali.com/0%20COME%20ERAVAMO/160204-PIROZZI/PIROZZI.htm
- Clara Garesio:
http://www.claragaresio.it

 

Informazioni su questa pagina
titolo:"Lettura con l'autore - Nomi di donna"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione:
28.05.2016
ultimo aggiornamento
27.06.2016
codice di riferimento:
IICA1512171000MANA4/ IICA1606271722MANa1

 
     
I CAFFE' CULTURALI
sito sperimentale del Dipartimento per lo Studio della Linguistica e dell'Italianistica della società INFOGESTIONE

Questo sito è di proprietà della società INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s.
sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia -
tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784

http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.