Tavolino riservato a Marco Virginio Fiorini
l'ospite


Marco Virginio
Fiorini



casa editrice
partecipante a
"La valle
dei libri
"
9 - 10
agosto 2014
Saint Vincent
(AO)

Nome:

Marco Virginio

Cognome:

Fiorini

Nazionalità:

Italiana

Data di nascita: 23 settembre 1949

Interessi:

Architettura dell'Antico Egitto, tecniche costruttive antiche e moderne, geometria sacra, design, musica classica e blues, viaggi, spiritualità orientale, esoterismo.

Note biografiche:

Laurea in Architettura al Politecnico di Torino (110+Lode), progettista sia nel settore dell'architettura commerciale (centri commerciali, centri direzionali...) che nel settore standistico e del design. Inventore nel 1972 dei famosi faretti "ad alette" (Philips), Direttore tenico Italia sia per Auchan che per Leroy Merlin, poi libero professionista nel settore dell'architettura commerciale.
Residenza e luoghi di lavoro: Italia, Francia.

In campo letterario.
- Nel 2012 "Nel cantiere della Grande Piramide - Gli architetti egizi svelati" - edito da   Ananke.   
- Traduzione in inglese e francese del medesimo libro eseguia da Liber Faber.
- Nel 1991 "1001 astuzie per farsi assumere". (10mila copie vendute).
- Nel 1989, per Franco Angeli Editore, "Come assicurarsi il lavoro che piace". Il libro, che è   un manuale, ebbe all'epoca un immenso successo. Tanto per aveve un'idea per i manuali   in lingua italiana si considera "bestseller" una vendita di 10mila copie (caso molto raro).   Questo testo all'epoca ne vendetta oltre 100mila.
L'Ospite sul web: Il sito web:
http://liberfaber.com/it/marco-virginio-fiorini/
"E mail": mavir.fiorini@gmail.com
Reperibilità dei lavori:
"The Egyptian Architects Unveiled / Les architectes égyptiens dévoilés"

IT
Per la prima volta viene presentata una metodologia pratica per la costruzione della Grande Piramide e non un’ennesima “teoria”. L’autore accompagna il lettore a fare un giro all’interno del cantiere della piramide di Cheope per scoprire insieme i segreti degli architetti egizi. Le fasi per innalzare l’edificio più discusso e famoso della storia sono svelate in modo progressivo e facilmente comprensibile da tutti. Un viaggio entusiasmante a ritroso nei millenni, un tuffo nella sorprendente tecnologia di un antico popolo geniale, un’avventura non facile da dimenticare.

EN
"The Egyptian Architects Unveiled / Les architectes égyptiens dévoilés". For the first time, here is a practical method to build the Great Pyramid and not just the umpteenth theory. The author takes the reader on a tour inside the site of the Pyramid of Khufu to discover the secrets of the Ancient Egyptian architects. The stages of the construction of the most controversial and famous building in history are revealed step by step, in an easily understandable way. A thrilling journey back in time, a dive into the amazing technology of an ingenious ancient people, an adventure that will be hard to forget.

FR
Pour la première fois est présentée, ici, une méthode de construction de la Grande Pyramide, qui n’est pas une énième « théorie ». L’auteur invite le lecteur à « faire un tour » sur le chantier de la pyramide de Khéops, pour découvrir, en sa compagnie, les secrets des architectes égyptiens. Les différentes phases de la construction de l’édifice le plus étudié et le plus célèbre de l’Histoire, sont révélées progressivement et accessibles à tous. Un voyage enthousiasmant dans le temps, à des milliers d’années, un saut dans l’étonnante technologie d’un peuple génial. Une aventure difficile à oublier…

 
Il volume è disponibile in italiano presso Ananke in edizione a stampa, presso LiberFaber in edizione a stampa bilingue inglese/francese e in e-book (in italiano, in inglese e in francese).
   Libro a stampa in italiano
   Libro a stampa bilingue
   inglese/francese
   E-book in lingua italiana
   E-book in lingua inglese
     http://liberfaber.com
   E-book in lingua francese      http://liberfaber.com
   
Rassegna stampa e referenze editoriali
   
RAI 3 - Voyager
RAI 3 - Voyager
RAI 3 - TG Leonardo



FOCUS
Numero 249 del Luglio 2013

FOCUS (principale giornale italiano di divulgazione scientifica) pubblica ben 12 pagine complete dedicate al sistema costruttivo di M.V. Fiorini - Numero 249 del Luglio 2013.


Recensione di Maria Sansalone (Kiya Akhet),
responsabile del Forum “EgittoPhilia”, durante l'anno 2012.

cliccare QUI per accedere alla recensione
Tratto dal Forum “EgittoPhilia” - 26-02-2012

    

l'intervista
I Caffè Culturali: "Chi è Marco Virginio Fiorini?".
Marco Virginio Fiorini: "Nasco a Torino nel settembre del ’49 da una famiglia di persone di cultura: madre professoressa di lettere al liceo e da un padre molto noto nel mondo culturale torinese tra le due guerre. Fin da bambino ho avuto la passione per l’architettura antica ed in modo particolare per quella egizia, che esercita su di me un’attrazione fortissima. Il mio sogno era di diventare archeologo, professione che poteva riunire, lo studio degli antichi edifici con lo spirito di avventura e magari regalare il brivido di nuove scoperte.
Dopo il liceo classico, mi laureo (con la lode) in Architettura a Torino nel ‘75 e successivamente mi iscrivo alla Facoltà di Archeologia, corso che, con mio gran rammarico, devo interrompere. Rimane però in me la grande passione per l’architettura egizia e per le piramidi in modo particolare. Architetto, soprattutto nel settore dei grandi edifici (centri commerciali, centri direzionali, grandi complessi polifunzionali), acquisisco una grande esperienza nella progettazione e nella direzione lavori di grandi opere. Questa ricca esperienza professionale, unita alla grande passione mai sopita per le piramidi, ha continuato a rafforzare in me la curiosità di capire come quell’antico popolo geniale, avesse saputo erigere, 47 secoli fa, un edificio così alto e possente come la Grande Piramide di Giza, che aveva lasciato attoniti gli stessi Romani, che in fatto di costruzioni non erano secondi a nessuno. L’interesse era rafforzato dal fatto che gli Egizi a quel tempo (siamo in piena età del bronzo) disponevano solo di ridottissimi mezzi e di conoscenze tecniche estremamente limitate.
Leggo tutto quanto riesco a trovare sull’argomento ed è proprio studiando questi scritti che mi accorgo che nessuno studioso aveva saputo affrontare e realmente risolvere il problema del metodo costruttivo. In effetti gli egittologi e gli archeologi, non disponendo di conoscenze tecniche edili adeguate, affrontavano il tema piramidi descrivendo in maniera molto generica e lacunosa l’iter costruttivo, dando per scontate operazioni che non lo erano per nulla. Io, invece, ho affrontato il problema in maniera molto diversa, chiedendomi cosa avrei fatto se avessi dovuto affrontare in prima persona una simile impresa, potendo contare solo sui limitatissimi mezzi allora disponibili. Dopo anni di ricerca e di grande impegno, ne è uscito uno studio, che fornisce una soluzione credibile e convincente al problema della costruzione della Grande Piramide. Questo studio è stato raccolto e sintetizzato nel libro pubblicato prima in italiano col titolo Nel cantiere della Grande Piramide - Gli architetti egizi svelati e poi tradotto in inglese e francese da Liber Faber con i titoli: The Egyptian Architects Unveiled – On the site of the Great Pyramid e Les architectes égyptiens dévoilés – Sur le chantier de la Grande Pyramide. Continuo ad interessarmi a tempo pieno di architettura egizia scrivendo libri, articoli e tenendo conferenze sull’argomento".
I Caffè Culturali: "Perché questa attrazione verso gli antichi Egizi?".
Marco Virginio Fiorini: "È difficile dare una spiegazione razionale ad una passione. Però se proprio dovessi cercarne una, direi che il fatto di essere nato e cresciuto con dei genitori che avevano interessi culturali di tipo umanistico mi ha portato ad interessarmi della storia in generale.
Successivamente questo interesse si è mescolato con la mia naturale propensione a cercare di capire (e carpire) il lato oscuro e segreto delle cose.
E quale civiltà era famosa per i suoi segreti? Beh direi proprio quella egizia...
Forse di qui la partenza. Poi l'interesse, che nel frattempo era nato in me, per l'architettura e le costruzioni in genere, mi hanno portato ad interessarmi ancora più di quegli edifici la cui tecnica costruttiva sembrava, almeno fino ad allora, essere il più impenetrabile dei segreti: le piramidi ! Quelle di Giza in modo particolare.
La laurea in Architettura presa al Politecnico di Torino, ha amplificato il mio interesse per questi edifici, anche perchè avevo acquisito i mezzi conoscitivi per ricercare più in profondità.
Di lì ho cominciato a leggere (e raccogliere) tutte le teorie costruttive di cui venivo a conoscenza. Ne ho raccolte oltre un centinaio, ma nessuna di esse mi convinceva fino in fondo. Toccava quindi a me cercare di dare una risposta..."..
I Caffè Culturali: "Cosa significa costruire per Marco Virginio Fiorini?".
Marco Virginio Fiorini: "La parola costruire ha sempre un significato semantico di per sé positivo, importante e coinvolgente. Infatti per rispondere compiutamente a questa domanda, dovrei redigere un vero e proprio programma di vita…
In questo caso, ovviamente, mi limiterò a rispondere relativamente alla costruzione della Grande Piramide.
Costruire una piramide implicava una serie di operazioni estremamente complesse, legate soprattutto all’organizzazione del lavoro. È qui che gli antichi Egizi si sono rivelati dei grandi maestri.
Essi hanno saputo prevedere ogni operazione, ogni lavorazione, ogni difficoltà, prima di cominciare il cantiere e quindi hanno potuto prepararsi a dovere.
Tutto era stato meticolsamente calcolato e preparato. Non solo il taglio e il trasporto dei blocchi di pietra, ma l’alimentazione dei operai (mensa), la loro salvaguardia (infermeria), la loro sicurezza (posto di guardia), la sopravvivenza loro e della loro famiglia (case), le loro esigenze primarie (servizi igienici), senza dimenticare la loro motivazione (slogans di appartenenza per squadre in competizione tra loro).
A tutto ciò va aggiunto che erano state organizzate molte altre cose. Dal luogo dello stoccaggio dei materiali il più vicino possibile al cantiere, ma messe in modo da non intralciare le zone per la lavorazione del materiale stesso.
L’insieme di tutta questa complessa organizzazione era quotidianamente guidata e alimentata dalla genialità del Direttore dei Lavori (Hemiunu) che aveva previsto e risolto in precedenza tutte le principali difficoltà che si sarebbero presentate durante i 25 anni di cantiere.
Insomma una grande lezione di vita e di genialità messe assieme….
In conclusione per me costruire è l'insieme di sognare, visualizzare, ideare, progettare, organizzare, realizzare, rifinire e presentare l'opera...".
I Caffè Culturali: "Cosa rappresentano le piramidi per l'architettura del XXI secolo?".
Marco Virginio Fiorini: "Per rispondere a questra domanda possono bastare 3 righe oppure si possono scrivere 3000 pagine. Vi prometto che non userò la seconda possibilità.
Fuori dallo scherzo possiamo dire che i grattacieli di oggi, specie se si pensa alla corsa ai rekord di altezza, sono la frontiera estrema della tecnologia del momento e diventano ovviamente la vetrina per celebrare uno stato o un grande potere sia esso politico o economico.
Anche nell’antichità le grandi opere ottempervano, oltre ad una funzione pratica, anche al ruolo di momumenti celebrativi di un potere. Penso al Colosseo, agli acquedotti romani, all’acropoli di Atene, a Persepoli, solo per citarne alcuni.
Quindi anche le le piramidi di Giza non si sottraggono a questa funzione e mi riferisco in modo particolare alla piramide di Cheope.
Pensate a cosa doveva essere una vera montagna di pietre perfettamente bianche e levigate, sormontata da un collarino realizzato in pietra nera (basalto) e terminante con una punta (pyramidion) color oro zechino.
Di giorno l’intero monumento scintillava sotto i raggi del Sole, mentre di notte al chiarore delle stelle doveva sembrare agli occhi degli Egizi, il grande guardiano che tutto vede e che tutti protegge. Era l’elemento che univa cielo e terra e per questo assolveva anche ad una funzione sacra. Questa era la parte visibile della grande magia egizia…
In conclusione le piramidi sono la primogenutura degli attuali grattacieli in quanto ambedue ci portano a guardare verso l’alto. Sguardo che ovviamente può assumere molti significati…".
I Caffè Culturali: "Cosa ha provato, come uomo, prima, e come architetto, poi, nel trovare la soluzione al problema della costruzione delle piramidi?".
Marco Virginio Fiorini: "Erano anni che studiavo come gli egittologi, gli archeologi e i ricercatori vari, avevano pensato di spiegare il sistema costruttivo della Grande Piramide.
Il fatto era che nessuna teoria mi convinceva. Alcune buone idee sì qua e là, ma isolate, non riunite in un sistema integrato e coerente.
Io credo che la non credibilità di questi sistemi dipendesse dal fatto che i loro autori davano l'impressione di cercare di indovinare come gli Egizi fossero riusciti nel loro intento, piuttosto che trovare un filo conduttore che desse l'impressione di un sistema costruttivo completo e credibile.
Dovevo quindi cambiare il mio punto di vista. E l'ho fatto. Dovevo affrontare il problema guardandolo con nuovi occhi e da un nuovo punto di osservazione.
Ecco quindi la prima ispirazione. Non avrei fornito una spiegazione deduttiva, ma una teoria induttiva. Cioè ho immaginato che un giorno il Faraone Cheope mi chiamasse e mi affidasse la direzione delle operazioni.
Ecco in quel caso io, Marco V. Fiorini in qualità di architetto, cosa averei fatto se fossi stato al posto di
Hemiunu ? Come me la sarei cavata ? Questa era veramente una nuova maniera di procedere !!
Entrai in cantiere con molta umiltà e forte delle mie conoscenze tecniche e conscio delle limitatissime risorse tecniche dell'antico popolo egizio, ho cominciato a organizzare i lavori.
Non volevo in assun modo cercare di fare il furbo, cioè di saltare a piè pari delle lavorazioni o delle difficoltà.
Mi ero detto che se non fossi tiuscito a convincere me stesso avrei rinunciato scrivere il libro.
Dopo circa 30 anni di studio e 5000 ore di lavoro tra scrittura e disegnazione, credo (mi si passi la presunzione) di essere riuscito a risolvere il problema.
Cosa ho provato? Beh credo sia facile immaginare la mia contentezza non solo per essere riuscito a risolvere l'arcano, ma anche per la consapevoleza che potevo spiegare a tutti come erano andate realmente le cose. Come si chiama tutto ciò ? Pura felicità...".
I Caffè Culturali: "Perché ritiene che per le persone del terzo millennio possa essere di interesse conoscere la tecnica di costruzione delle piramidi?".
Marco Virginio Fiorini: In realtà non mi sono mai posto la domanda se questa conoscenza sia di interesse generale. Ho scritto il libro innanzi tutto per dare la risposta a me stesso. Avrei dato alle stampe il libro solo nel caso in cui avesse convinto me fino in fondo. Non volevo prendermi in giro da solo.
Siccome credo di essere riuscito a dare una risposta razionalmente difendibile a questo problema, ho deciso di pubblicare il tutto...
Credo poi che questo argomento sia di interesse generale poiché fino dalla più tenera età ciascuno di noi ha sentito parlere di questo grande mistero.
Sono invece convinto che tutta l'egittolgia accademica (specie italiana) non sia così smaniosa di conoscere fino in fondo e nei dettagli, come questi grandi monumenti abbiano potuto essere edificati.
È forse per questo motivo che non sono mai riusciti a dare una risposta tecnicamente convincente.
I Caffè Culturali: "Perché sostiene che gli egittologi non desiderino conoscere questi aspetti legati al loro ambito di indagine? È entrato in contatto con la comunità scientifica, che si occupa di egittologia e di archeologia? Come è stato accolto il suo lavoro? ".
Marco Virginio Fiorini: "Duranti i vari anni di studio e preparazione del libro, ho avvicinato molti egittologi. Si tenga presente che abitando a Torino, sede del famoso Museo Egizio (secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo), ho avuto modo di di incrociare molte persone che si occupavano a diverso titolo di egittologia.
Tutti (o quasi) ritengono importante lo studio della lingua egizia, dei dipinti, delle statue, delle iscrizioni e, ovviamente, dei papiri. Pochissimi dell'architettura. Eppure se si chiede a una persona a caso, quale sia la prima parola che viene loro in mente dicendo antico Egitto, essa è sicuramente piramidi.
La risposta credo sia semplice. Tutti coloro che si definiscono egittologi hanno seguito studi letterari che poco (leggasi nulla) hanno a che vedere con le costruzioni, la matematica, la fisica e la scienza delle costruzioni, scienze che sono alla base dell' architettura (anche di quella egizia).
La poca dimestichezza degli egittolgi a queste discipline, ha fatto sì che l'architettura egizia venisse messa in secondo piano rispetto al resto dei reperti (mummie, papiri, …) e piano piano questa parte della civiltà egizia sia diventata un po' la Cenerentola dell'egittologia.
Quindi la comunità scientifica (citata nella domanda) che si occupa di antico Egitto purtroppo non esiste. Esiste solo quella egittologica che ha un aspetto un po' polveroso e che ha molta difficoltà a entrare nella logica della multidisciplinarietà (tendenza invece che sarebbe veramente auspicabile).
Come ha reagito la comunità degli egittologi tradizionalisti e accademici all'uscita del mio libro ? Imbarazzato silenzio...".
I Caffè Culturali: "Perché il suo editore ha deciso di scommettere sul suo lavoro? Come è stato accolto il suo libro dal pubblico?".
Marco Virginio Fiorini: Sono andato al Salone del lIbro di Torino nel maggio del 2011. Avevo sotto il braccio la copia di uno solo dei capitoli del mio libro.
La mia idea era quella di trovare un editore che avesse le seguenti caratteristiche:
- disporre di una buona collana egittologica
- pubblicare senza richiedere all'autore una partecipazione finaziaria (come accade ormai nel 98% dei casi)
- avere sede a Torino (per poter seguire da vicino l'impaginazione)
- pubblicare il mio testo senza leggerlo per intero prima (temevo fuga di notizie)
- presentare il mio libro al Salone del Libro del 2012.
L'unico editore che aveva queste caratteristiche e che intendeva accettare queste condizioni, era Ananke. Quindi la scelta è avvenuta così.
Inoltre il responsabille editoriale di Ananke credo sia rimasto colpito dalla mia descrizione della parte non divulgabile del mio libro che gli avevo illustrato verbalmente per sommi capi.
Il pubblico ha accolto molto bene il libro (circa 2000 copie vendute in 18 mesi), anche perchè mi sono impegnato in una serie lunghissima di presentazioni (circa 50) fatte tra il 2012 e il 2014.
I Caffè Culturali: "Quale eredità vorrebbe che il suo ultimo lavoro lasciasse? Le piacerebbe che potesse ispirare nuove iniziative divulgative e didattiche? Quali?".
Marco Virginio Fiorini: "È assolutamente naturale che ogni autore desideri che il suo lavoro lasci una eredità ai posteri ed io non faccio eccezione. Putroppo per la stragrandissima maggioranza dei casi, questo non avviene (e forse è giusto così...)
Diciamo però, che l'aver esaminato il problema della costruzione della Grande Piramide da un punto di vista completamente nuovo rispetto a quello di tutti gli altri autori di teorie costruttive, forse faciliterà il fatto di non essere rapidamente dimenticato.
In effetti il punto di vista comunemente usato da tutti gli autori, è stato quello di cercare di indovinare come gli antichi Egizzi avessero fatto per erigere questo straodinario monumento. Il mio, invece, è stato quello di mettermi al posto di Hemiunu, la persona che ha realmente diretto i lavori di costruzione. La mia professione di architetto mi ha permesso di sfruttare questa possibilità.
Per quello che riguarda nuove iniziative divulgative, ho già avuto modo di divulgare il mio libro attraverso i grandi media (televisione e radio).
Ora sto cercando di mettere in moto nuove iniziative di diffusione attraverso la realizzazione di docu-films".
    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Tavolino riservato a Marco Virginio Fiorini"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 02.07.2014
ultimo aggiornamento:
09.07.2014
codice di riferimento:
I140702.1352.DLI.AP.man

 
     
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