Tavolino riservato a Stefano Iatosti
l'ospite


Stefano Iatosti


"L'altrove quotidiano"

Nome:

Stefano

Cognome:

Iatosti

Nazionalità:

Italiana

Interessi:

"Mi sono occupato di musica etnica, rinascimentale e contemporanea, di teatro e poesia. Attualmente i miei interessi principali riguardano la narrativa e la critica d’arte".

Note biografiche:

"Sono nato a Roma, mi sono laureato in filosofia con una tesi in antropologia culturale e parallelamente ho compiuto studi musicali diplomandomi in didattica della musica. Svolgo la professione d’insegnante nella scuola secondaria di primo grado. A parte i saggi critici per alcuni cataloghi di mostre, negli ultimi anni ho curato i testi per l’app. storico-didattica
In volo nella Grande Guerra e ho successivamente pubblicato Savane sommerse, una raccolta di undici racconti brevi, con Lepisma editrice di Roma e L’altrove quotidiano, un diario antropologico di viaggio in formato ebook, edito da Enzo Delfino.
Savane sommerse
è stato presentato il 6 dicembre 2015 a Roma, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi".
L'Ospite in rete:
"E mail" stefano.iatosti@gmail.com

Reperibilità dei lavori:

Le opere ed i lavori di Stefano Iatosti sono reperibili in rete presso i seguenti siti internet:

L'altrove quotidiano

“L’altrove quotidiano è un diario in formato digitale, costituito da note di viaggio, brevi narrazioni e aforismi sulla città e sul senso profondo del viaggiare. La prima sezione, Promenades 1990, raccoglie impressioni e testi critici in miniatura sulla Parigi del tempo. Vi compaiono descrizioni e analisi di monumenti e musei, ma anche di strade e vetrine, di grandi magazzini, di caffè frequentati da scrittori e curiosi. La seconda sezione, quella che dà il titolo al libro, è dedicata al viaggio, studiato nelle sue motivazioni esplicite e in quelle più nascoste, come impulso e necessità dell’uomo fin dalla sua comparsa sulla Terra. Il rapporto che s’instaura di volta in volta con gli spazi e i paesaggi della natura, gli ambienti urbani e le persone ha conseguenze decisive sulla definizione e sul ripensamento di un’identità personale e di coppia. La struttura dell’opera è frammentaria, priva di un preciso riferimento cronologico, ricca di digressioni, intermedia fra racconto e saggio, sia pure in pillole. Prende come riferimento l’esperienza personale dell’autore, a un tempo turista e viaggiatore ma da questa si allarga a considerare il viaggio come un fenomeno sociale, un oggetto di studio storico e antropologico”.

Fonti e reperibilità del testo:
http://www.enzodelfinoeditore.it/
http://www.mondadoristore.it
https://store.kobobooks.com

Savane sommerse

Savane sommerse è una raccolta di undici racconti brevi, riconducibili al genere della narrativa fantastica e/o surreale.

Fonti e reperibilità del testo:
http://www.ibs.it/

In volo nella Grande Guerra

“La Grande Guerra del 1914 -1918 che vide coinvolte nazioni di tutto il mondo, fu grande anche per il numero di caduti sui campi di battaglia e la distruzione che accompagnò cinque lunghi anni di combattimenti. In questa app disegnata come una info-graphic-novel, ripercorriamo per le giovani generazioni i principali eventi di quel periodo, raccontando in parallelo un'avventura della nascente aviazione italiana che non produsse vittime nè rovine: il volo di D'Annunzio su Vienna".

Fonti e reperibilità del testo:
https://itunes.apple.com

  Comunicazioni:
    

l'intervista
I Caffè Culturali:
"Chi è Stefano Iatosti?".
Stefano Iatosti:
"La definizione di se stessi, della propria identità personale, non è mai data una volta per tutte, tanto più quando l’istinto, il carattere o la particolare declinazione dell’intelligenza porta a esplorare territori anche molto lontani fra loro. In effetti, cominciamo le nostre esplorazioni nei primi mesi di vita e le allarghiamo progressivamente fino a comprendere in potenza l’intero universo; allo stesso tempo, rivolgiamo lo sguardo su noi stessi, sui nostri processi mentali, sui desideri e le aspirazioni. Condivido entrambe le curiosità, quella per il mondo, in senso lato e quella per la natura umana e in ciò che scrivo, sia da narratore sia come critico, si ritrova questo duplice interesse. I viaggi di cui parlo, i paesaggi che descrivo sono insieme concreti e astratti, si tratti di un deserto da attraversare o dei labirinti urbani in cui smarrirsi, perché di ogni esplorazione, di ogni ricerca, di ogni viaggio è presente una doppia interpretazione, letterale e simbolica, di percorso spaziale e di esperienza interiore, un’esperienza che rivive nel ricordo e si proietta nell’ipotesi di nuove partenze, di nuove e sconosciute destinazioni".
I Caffè Culturali:
"Che ruolo assume la parola nel suo descritto perenne viaggiare?".
Stefano Iatosti:
"Il racconto del viaggio è in qualche modo implicito nel viaggiare, fin dalla scelta del luogo di destinazione. Siamo influenzati dalle esperienze altrui, dalle loro descrizioni, dall’immagine letteraria o cinematografica, dalle nostre aspettative, dal desiderio e dal pregiudizio. Non esistono luoghi vergini, tutto è filtrato dalla narrazione: le mete del turismo sono obbligate e la ricerca dell’avventura ricalca quella di chi ci ha preceduto. La parola è il mezzo più suggestivo per evocare la lontananza, l’estraneità, quella particolare ebbrezza per ciò che non si conosce: può costruire paesaggi, architetture e volti, far vedere ciò che non si è mai visto e non si vedrà mai, trovare un nesso fra esperienze frammentarie e incongruenti. Ci vuole una grande immaginazione per viaggiare".
I Caffè Culturali:
"Il viaggio reale e quello immaginario hanno in comune la necessità di essere narrati. Perché è importante condividere queste esperienze?".
Stefano Iatosti:
"La narrazione nasce per essere condivisa, tanto più quella riferita al viaggio, che si tratti di un’esperienza concreta, di un percorso iniziatico o dell’ascesa al regno degli spiriti protettori di una comunità tribale. Per millenni, la trasmissione della cultura si è fondata sull’oralità e questa presuppone evidentemente un narratore e un pubblico. Successivamente, la letteratura di viaggio ha rappresentato, per un gran numero di lettori e prima che il turismo diventasse un fenomeno di massa, l’unica possibilità per conoscere terre lontane e culture esotiche trasmettendo allo stesso tempo, attraverso il punto di vista del viaggiatore, modelli di riferimento per valutare usanze e concezioni della vita altre. Ancora oggi, ogni viaggiatore è un potenziale narratore, sempre alla ricerca di un lettore che condivida, se non le sue esperienze, la sua irrequietezza".
I Caffè Culturali:
"Cosa narra l'irrequietezza di Stefano Iatosti? ".
Stefano Iatosti:
"L’irrequietezza, la curiosità, il desiderio sono tutte motivazioni per il viaggio e, in altra forma, per il racconto. L’ansia di partire non esclude la necessità di dare un ordine, un senso, una direzione al movimento: per il narratore, d’altronde, l’esperienza non è solo la materia grezza, ma anche il ritmo e la condizione psicologica. Viaggiare ci pone in una condizione nuova, che è per noi, allo stesso tempo, estranea e familiare: è questo particolare stato emotivo, che si cerca al momento di partire o anche prima, immaginando il proprio viaggio, il proprio intatto orizzonte delle possibilità".
I Caffè Culturali:
"Come è raccontata tutta questa irrequietezza nel suo ultimo lavoro L'altrove quotidiano?".
Stefano Iatosti:
"L’irrequietezza è una condizione psichica che comprende in sé la stasi e il movimento. Viaggiare è una risposta all’ansia quotidiana che genera un diverso stato ansioso mettendo in gioco il rapporto fra ripetizione e divergenza, i percorsi obbligati della vita quotidiana e quelli, potenzialmente imprevedibili, del viaggio. Si viaggia per tornare estranei, aprire un campo di possibilità, acquisire una diversa nozione del tempo. La scrittura, anche se frammentaria, costruita sull’accumulazione dei dati più che sullo sviluppo di premesse, presuppone un ordine, un equilibrio interno, che solo per convenzione possiamo attribuire all’esperienza. Il viaggiatore, anche quando osserva e analizza, si pone in una disposizione ricettiva, che esclude ogni pretesa di controllo sull’esperienza; la sua irrequietezza si alimenta della novità, delle distanze, del ritmo: quella del narratore, dell’immobilità".
I Caffè Culturali:
"Come è accolto dai lettori questo stato di irrequietezza?".
Stefano Iatosti:
"L’irrequietezza è una condizione diffusa, non occorre mettersi in viaggio per provarla e nemmeno desiderare un’altra vita. Lettore e scrittore si equivalgono, si sovrappongono e forse, come scriveva Borges, non c’è che un solo libro, ripetitivo e incoerente, un testo che compendia ogni esperienza umana e ogni aspirazione, la quiete e l’angoscia, l’equilibrio e il dissidio interiore, lo sguardo rivolto alle profondità della psiche e quello che si perde nella contemplazione di un altrove sempre più distante".
I Caffè Culturali:
"Cosa si aspetta da L'altrove quotidiano?".
Stefano Iatosti:
"Non so se chi scrive abbia in mente un lettore ideale, che sappia cogliere il senso profondo delle sue parole, i riferimenti, le allusioni esplicite o velate. Nel mio caso, più che di lettori, parlerei di referenti, sottratti al flusso del tempo e all’entropia del ricordo. Non ho aspettative precise verso quello che ho scritto, non credo che un lettore possa cogliere di un testo molto più del significato letterale; si suscitano echi, risonanze interiori ma quasi senza intenzione e senza nessun merito, a parte quello di aver offerto un punto di vista sul mondo, uno sguardo in cui, per pochi attimi, riconoscersi".
I Caffè Culturali:
"Se ad un lettore è offerto il riconoscersi, cosa è riservato all'autore? Cosa le è rimasto dopo la pubblicazione de L'altrove quotidiano? ".
Stefano Iatosti:
"Essere riconosciuti e apprezzati come scrittori, per quanto gratificante, forse non vale il piacere dell’invenzione, dell’elaborazione, persino della revisione di un testo. L’altrove quotidiano è per definizione e struttura un work in progress: non escludo quindi di riprenderlo o di partire dal diario di viaggio per sviluppare un discorso più ampio e organizzato sullo stesso tema".
    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Tavolino riservato a Stefano Iatosti"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 25.02.2016
ultimo aggiornamento
08.04.2016
codice di riferimento:
I110130.1539.DLI.AP.man/ IICA1604081100MANA1

 
     
I CAFFE' CULTURALI
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