Tavolino riservato a Fausta Genziana Le Piane
l'ospite


Fausta Genziana
Le Piane



"Interviste a poeti d'oggi"

Nome:

Fausta Genziana

Cognome:

Le Piane

Data di nascita: 15 febbraio 1951

Nazionalità:

Italiana

Note biografiche:

Laureata in Lingue, ha insegnato francese e ha vinto una borsa di studio per la Romania. Ha curato le schede di lingua francese per la grammatica italiana comparata di Paola Brancaccio e adattato classici francesi per la scuola superiore. I suoi libri di poesie, Incontri con Medusa, La Notte per Maschera, Gli steccati della mente, Stazioni/Gares e Ostaggio della vallata hanno incontrato il favore della critica. Con Tommaso Patti, ha pubblicato la raccolta di racconti Duo per tre, cui ha fatto seguito Al Qantarah-Bridge, Un ponte lungo tremila anni fra Scilla e Cariddi, La luna nel piatto, con annesso un sedicesimo dedicato alla pittura di Pinella Imbesi, Interviste a poeti d’oggi, Un libro, un luogo: itinerari dell’anima, Gente (non) comune, La meraviglia è nemica della prudenza, invito alla lettura de “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza, A colloquio con…. I libri: Duo per tre, Interviste a Poeti d’oggi, Gente (non) comune e Al Quantarah-bridge sono anche stati pubblicati in formato e-book dalla Casa Editrice Dante Alighieri. Pubblica I quaderni di Casa Duir. È iscritta all’Ordine dei giornalisti e realizza collages.


Fausta Genziana Le Piane
L'Ospite in rete:
"E mail": faustagenzianalepiane@virgilio.it

Reperibilità
dei lavori:

Per conoscere dove reperire le opere di Fausta Genziana Le Piane inviare una "email"
all'indirizzo faustagenzianalepiane@virgilio.it.


  Comunicazioni:
-
    

l'intervista
I Caffè Culturali:
"Chi è Fausta Genziana Le Piane?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"Difficile dirlo. Forse spetterebbe ai miei lettori identificare i caratteri salienti del mio modo di essere e di scrivere. Fausta Genziana Le Piane è prima di tutto un territorio, uno spazio fisico. Il territorio è la Calabria, più precisamente il centro storico di Nicastro dove sono nata e lo spazio fisico è la casa di mio nonno dove ho aperto gli occhi. Nel centro storico di Nicastro – il quartiere di San Teodoro – c’è il castello di Federico II: è ciò che i miei occhi hanno visto appena nata. E dicono che ciò che le pupille registrano per la prima volta resta scolpito in eterno nella retina. È tanto vero che Fedrico II e la sua mania per la caccia col falco hanno ossessionato la mia vita (volevo diventare falconiera) e la mia opera. Ho scoperto in seguito che nel quartiere di San Teodoro Federico II si riforniva di falchi….Le nostre radici risalgono molto più in su di nonni e bisnonni…

Fausta Genziana Le Piane è poi un maestro, mio padre che scriveva poesie. Entravo nel suo studio e vedevo le pareti tappezzate di poesie scritte a macchina…Montale, Quasimodo, Ungaretti…Mio padre recitava a memoria continuamente versi di poeti famosi. Mi ha dato il senso della QUOTIDIANITÀ della poesia, mai relegata nei libri. Infatti, ho pubblicato due piccole raccolte, una su poesie dedicate a poesie sul pane a cura del signor Gentilini (sì per intenderci quello delle fette biscottate) e un’altra di poesie dedicate all’olio che ornano le etichette delle bottiglie d’olio da me prodotto. A mio padre devo l’amore per la poesia e per il francese (era laureato all’Orientale di Napoli).

Fausta Genziana Le Piane è se stessa: quella che ho scoperto nel corso degli anni studiando e leggendo. Anche qui è un territorio, la Sabina dove, con Casa Duir, ho voluto ricreare un posto dove arte e natura si potessero incontrare. Da qui l’idea di pubblicare una serie di quaderni – i Quaderni di Casa Duir – che trattassero anche di opere d’arte presenti nella casa: Caporale, Carnevali, La Gamba, La Chimia, Imbesi, Benaglia, Riso e tanti altri. A Casa Duir esiste una esposizione permanente di fave di cui sono accanita collezionista. Per i ragazzi ci sono quaderni di scoperta sia delle fave che dei quadri di Benaglia e La Chimia.

Fausta Genziana Le Piane è una collagista, esperienza pittorica che mi deriva da mio zio, Enzo La Chimia, pittore e arredatore della RAI e dei negozi sulla Tuscolana.

Infine, Fausta Genziana Le Piane è una filologa mancata: l’amore per la filologia (romanza e moderna) mi porta ad entrare nei testi poetici con maggiore profondità quando si tratta di recensirli".

I Caffè Culturali:
"Cosa sono le parole per Fausta Genziana Le Piane?".
Fausta Genziana
Le Piane
:
"In principio era il verbo: le parole sono la realtà, identificano ciò che ci circonda che, proprio perché nominato, esiste. Con le parole esprimiamo i nostri sentimenti, le nostre relazioni col mondo. Poi, come diceva Saussure, c’è il significato e il significante: la parola oiseau è il rapporto tra ciò che è scritto o, i, s, e, a, u e la sua pronuncia. In francese, in questo caso, non c’è nessun rapporto tra come è scritta la parola e come si pronuncia. Ma la parola rimanda anche alla cultura di un paese o di un determinato gruppo sociale. Per esempio, non in tutte le culture, se si dice coniglio si intende un vigliacco o un pauroso. Infine, all’interno di un paese o di un gruppo sociale, il rimando può essere individuale (per Saussure, si chiama parole): è il caso degli artisti, dei poeti che danno alle parole un significato spesso diverso, che si scosta dall’uso comune della lingua. Con le parole creo il mio mondo".
I Caffè Culturali:
"Com'è il mondo di Fausta Genziana Le Piane, creato con le parole ?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"È l’universo della poesia, caratterizzato da ECONOMIA DI PAROLE: non occorrono molti termini per ricreare il mondo. Ungaretti è il mio Maestro incontrastato:

San Martino del Carso
Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

Cos’altro c’è da dire? Lasciamo il resto alla fantasia, all’immaginazione, alla storia delle emozioni di chi legge. Ribadisco che sono una filologa mancata e dunque le parole per me vanno centellinate in base alla loro storia e alla loro tradizione. Le parole sono pietre era il titolo di un libro di Carlo Levi e Le parole sono importanti è la frase urlata da Nanni Moretti nel film Palombella Rossa. Oggi non esistono più i registri di lingua e sembra che ormai si parli un’unica lingua – quella parlata appunto – che è quella dei telefonini (fatta anche di segni) e di Internet. Non si scrivono più lettere".
I Caffè Culturali:
"Quindi, se abbiamo compreso bene, il mondo di Fausta Genziana Le Piane è l'universo poetico. Secondo Lei, scrittrice, giornalista, insegnante e studiosa di filologia, nel mondo vi è ancora spazio per la poesia? Il mondo la cerca ancora? Cosa può ricavarne, il mondo, da questa forma espressiva e cosa la poesia potrebbe ricevere da questo mondo?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"Premesso che amo molto poco le teorizzazioni, il troppo parlare (bla, bla, bla, è il difetto della nostra cultura) ed il troppo intellettualismo (economia di parole, appunto), a mio avviso la poesia attiene al MISTERO, all’INSONDABILE che fa parte della nostra vita. Come farne a meno? Non si potrà mai fare a meno della poesia, ce ne sarà sempre bisogno perché fa vedere le cose sotto un aspetto diverso, anzi fa intuire OLTRE LA REALTÀ. Paragono spesso la poesia a ciò che succede nel film Blow up di Michelangelo Antonioni. Nella pellicola il fotografo, all’inizio, nell’osservare gli scatti del parco, vede due amanti. Ma poi comincia ad indagare, sviluppando e ingrandendo (il cosiddetto Blow-Up) le fotografie. Una volta portata a termine l'operazione, Thomas si accorge di come le immagini rivelino un tentativo di assassinio, che prima non aveva notato, benché gli scatti non siano del tutto comprensibili. Ecco, con la poesia si scava la realtà che ci rivela, sempre di più, strati della sua complessità e profondità:

INGRANDIMENTO (Blow up)

Sul piccolo tavolo,
la lente che mi hai regalato.
È di un verde marino
catturato da pietre incastonate
e da motivi arabescati.

Ecco
ora il Mago si avvicina:
come sottrarmi alla sua indagine?
Con dita sottili
scruta
ciò che non deve essere conosciuto
ed ingigantisce l’occhio.

“Guardi il mondo attraverso une lente, tu”
mi dici.
E lei mi lascia scoprire
le frange sfibrate del tuo cuore
e le macchie accumulate dal tempo.

(Fausta Genziana Le Piane, Incontri con Medusa, Calabria Letteraria Editrice, 2000)

 

Viviamo in un mondo in cui siamo SOMMERSI DALLE PAROLE – troppe parole – di cui spesso abbiamo anche perso il vero significato, troppe parole che portano a troppa informazione anche contradditoria e continuamente smentita: dice Pietro Citati che c’è un rumore di sottofondo costante. Sono d’accordo. Il mio oculista confessa che ha paura della poesia perché lo costringe a pensare: ecco, in questa affermazione trovo uno dei sensi possibili della poesia e del perché continuerà ad esistere. Ci costringe a pensare, a guardare in noi e fuori di noi: è questo che il mondo di oggi può imparare dalla poesia. Essa riguarda tutti noi in quanto esseri umani. La poesia è una chiave, è un modo di guardare il mondo, guardare con stupore, con disappunto, con meraviglia, trovando sempre significati inimmaginabili o che nessuno ha mai intuito. È un modo per esprimere sentimenti e stati d’animo, amore, amicizia, odio, dolore, approvazione o disapprovazione verso qualcosa e quindi anche, se vogliamo, per fare politica. Poesia è anche gioco (pensiamo ad Aldo Palazzeschi, e lasciatemi divertire), bellezza, felicità, disperazione, coraggio. A tutto questo la poesia dà concretezza, come se creasse degli oggetti: non a caso l’etimologia del termine deriva dal greco poiein = fare, fabbricare; i poeti, dunque, sono stati e sono capaci di trasformare le loro emozioni in una forma che le ha rese concrete, vive, visibili utilizzando come mezzo la scrittura. Per questo un grande poeta è colui che, capace di isolare e concretizzare in parole delle emozioni intense sia a livello personale che collettivo (come nei poemi omerici), comunica in modo unico grandi valori come, ad esempio, la libertà. È quello che ha fatto Paul Eluard nella lirica intitolata Liberté, pubblicata dalla clandestinità, nel 1942, dando voce alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale: mentre il poeta era entrato a far parte della Resistenza, venne la poesia lanciata a migliaia di copie dagli aerei alleati nella Francia occupata dai nazisti. Un canto in onore della libertà adattabile ad ogni epoca e ad ogni paese. O Vittorio Sereni il quale, in Diario d’Algeria, ha scritto contro la cieca esperienza della guerra. Si può comunque fare poesia su tutto, anche sugli oggetti più comuni, dal vino (Pablo Neruda, Ode alla patata, Ode al carciofo, Ode alla cipolla) ad una moneta (Giovanni Giudici, La moneta) purché quei versi insegnino a guardare il mondo con occhi diversi, purché ogni immagine scaturita da un testo poetico sia unica e questa unicità conferisca alla poesia una perfezione che noi chiamiamo bellezza. Questa bellezza, esaltata dalla musicalità del linguaggio poetico, può salvare la vita, come dice Donatella Bisutti nel suo libro dal titolo appunto La poesia salva la vita, nel momento in cui le immagini, le sensazioni e le emozioni, rimaste nella nostra memoria profonda come tracce di un particolare modo di guardare il mondo, ci trasmettono la forza di affrontare i momenti difficili della vita, di difenderci dalla banalità dilagante e dal conformismo, ci danno la forza, insomma, di essere veramente liberi e interiormente vivi.

I Caffè Culturali:
"...a mio avviso la poesia attiene al MISTERO, all’INSONDABILE che fa parte della nostra vita. Cos'è per Fausta Genziana Le Piane mistero ed insondabile? Tali aspetti dove è possibile reperirli nella sua opera e come sono espressi?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"È l’oceano sondato resta l’anima da sondare, diceva Victor Hugo. L’uomo è un mistero fin nel più profondo del suo inconscio, fin nell’archetipo dei miti. Mistero è ciò che ci aspetta dopo la vita. Il mito è molto presente nella mia poesia, sono nata in Calabria, terra della Magna Grecia e a Lamezia Terme (ma sono nata a Nicastro) c’è una statua dedicata alla sirena Ligea. Secondo la leggenda Ligea, la più piccola delle sirene, come le sue consorelle, subì un tragico destino. Decisa a morire per amore, si affidò al mare in tempesta da cui si fece trasportare senza opporre resistenza finché non arrivò al Golfo di Sant’Eufemia. Fu trovata morta dai marinai sulla riva dell’Ocinaro, dove fu sepolta. Alla morte di mia nonna, vidi mio zio infilarle nella tasca del tailleur una moneta (un obolo) che le sarebbe servito per pagare il passaggio:

PASSAGGIO

Mamma vestita di rosso
come me alla mia festa,
apri gli occhi,
non arrenderti.
Chiudi forte nella mano
il piccolo obolo d’argento,
e rimanda il passaggio.
Non lasciare che i tentacoli
del piccolo polipo siracusano
ti facciano avanzare
verso la definitiva meta.
Getta la moneta
e dammi il tuo coraggio,
la tua gioia di vivere.
Se vuoi
distenditi
sì,
ma per riposare di tanti affanni.
È lieve l’obolo che devi pagare,
Mamma vestita di rosso
come me alla mia festa.
Ora,
non hai mantenuto la promessa
e sali con grazia sulla barca,
prendi posto con ordine
e ti disfi del tuo bagaglio.

(Fausta Genziana Le Piane, Incontri con Medusa, Calabria Letteraria Editrice, 2000)



In alcuni antichi oboli d’argento della città si Siracusa era raffigurato un polipo.

Dunque ho respirato i miti fin dalla nascita. Mistero: ho sempre voluto essere falconiera e sempre il falco ha ispirato la mia poesia. Poi ho scoperto che nel quartiere antico di San Teaodoro, a Nicastro, in cui sono nata Federico II si riforniva di falchi per andare a caccia….Mistero? I nostri antenati sono i nonni, i bisnonni fino a…..? Mistero? Perché mi attrae la cultura celtica così presente nella mia ispirazione? Da dove viene?



STONEHENGE

Un lampo
e la notte fu mistero.
La luna scese
lentamente
a posarsi
come bianco coperchio
sul cerchio delle pietre
che,
come lance,
la trafissero.

(Fausta Genziana Le Piane, Gli steccati della mente, Edizioni Penna d’Autore, 2009)".

 

I Caffè Culturali:
"La poesia identifica soltanto il mistero o porta a variare il rapporto con esso? In quali termini?"
Fausta Genziana
Le Piane
:
"Il mistero è mistero, il suo compito è quello di sfuggire alla nostra indagine. La poesia cerca di identificarlo e di esprimerlo, non sempre con successo considerato che è difficile aderire con le parole (talvolta insufficienti) alla sua complessità. Il rapporto con lui varia nella misura in cui si cerca di esprimerlo: continuamente si sposta, continuamente vengono a galla aspetti sconosciuti e ignoti".
I Caffè Culturali:
"A proposito di difficoltà nel reperire termini adatti alla complessità da esprimere: come nasce e come si concretizza l'atto creativo di Fausta Genziana Le Piane?".
Fausta Genziana
Le Piane
:
"Non c’è mai eccessiva rielaborazione nelle mie poesie: nascono già definitive (quasi). Posso cambiare qualche termine, magari qualche sinonimo per avvicinarmi sempre più alla realtà. L’atto creativo nasce da tanti spunti: un’immagine, un sentimento, una persona, un rapporto, un libro, un fil, un quadro, un’altra poesia, un mito. Di solito la scrittura è di getto: si forma e sedimenta nell’anima per vario tempo, macera, prima di voler essere espressa. Quando la forma è pressoché pronta ed urge per essere espressa, allora non c’è nulla che tenga. Mi posso alzare di notte e mettermi a scrivere oppure posso smettere di fare ciò che sto facendo oppure smettere di guidare, fermarmi e prendere appunti".
I Caffè Culturali:
"Quando considera una lirica definitiva? Cosa deve soddisfare una composizione per essere considerata compiutamente espressa?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"Quando ho detto tutto ciò che volevo dire, ciò che sentivo e che parlava alla mia anima, con economia di parole. Il più possibile economia di parole, la maggiore sintesi possibile. Il mio maestro è Giuseppe Ungaretti. Sono sempre soddisfatta di ciò che scrivo, non sono mai tormentata: non conosco inquietudini su questo. Ho una poesia molto visiva, ricca di metafore e parole semplici.

IL REGALO

Fu questo il regalo:

un fragile castello di carte
in equilibrio sul cuore
che il primo alito di vento

fece precipitare.

 

L’ARMADIO

Entrare nella stanza,

nel buio dell’armadio

cercare appesa

la forma del mio corpo,

non trovarlo:
scoprire che ha preso la pelle del tuo
ed è rimasta
prigioniera delle tue braccia.

(Fausta Genziana Le Piane, Gli steccati della mente, A.L.I. Penna D’Autore, 2009)".

 

I Caffè Culturali:
"Come sono accolte le sue liriche dal pubblico? Cos'è il pubblico per Fausta Genziana Le Piane e che rapporto vive con esso?".
Fausta Genziana
Le Piane
:
"Mi meraviglio io stessa, ma devo dire che le mie liriche sono accolte benissimo dal pubblico: in occasione delle presentazioni dei miei libri, ne vendo tantissimi. Con il pubblico (a parte, è ovvio, il desiderio di comunicare e condividere emozioni) ho lo stesso rapporto che avevo con gli allievi: non sono vasi da riempire con le poesie o le nozioni di francese. Voglio che il pubblico sia attivo, che diventi a sua volta autore dopo aver ascoltato o letto i testi, come diceva Umberto Eco. Questa è la parte più interessante: i lettori sono capaci di tirar fuori dalle liriche talmente tanti significati, tante interpretazioni da rimanere stupefatti. Significati che neanche io intendevo dare: ma va benissimo, sono accolti come veri. Questo è un altro degli obiettivi della poesia: l’arte della maieutica".
I Caffè Culturali:
"Come vede il futuro della poesia ed il futuro della sua lirica, Fausta Genziana Le Piane?".
Fausta Genziana
Le Piane
:

"Ah, mi dispiace, ma non lo so proprio. C’è la forte invadenza di Internet, di FB, di twitter ma la poesia ha bisogno di intimità. Non amo molto i readings, li trovo dispersivi e rientrano nel bisogno di oggi di apparire. Non so nemmeno se il cartaceo continuerà ad esistere: me lo auguro perché comunque non ne posso fare a meno. Credo che non si possa vivere senza la poesia e che la poesia aiuta a vivere...ma chissà? Di sicuro mi resteranno le immagini (realizzo collages), prima forma d’arte (pensiamo ai dipinti nelle grotte di Lascaux)!".

 

    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Tavolino riservato a Fausta Genziana Le Piane"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 23.11.2016
ultimo aggiornamento
19.12.2016
codice di riferimento:
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