Tavolino riservato a Colm Mannin
l'ospite


Colm Mannin


Best Practice Legal

Nome:

Colm

Cognome:

Mannin

Nazionalità:

Irlandese

Data di nascita: 20 giugno 1946

Interessi:

Esperto di "best practice" nell'ambito della gestione giuridica d’impresa.

Note biografiche:

Di seguito una sintetica nota biografica di Colm Mannin.

- Ex Direttore dell’Ufficio Legale della società Airbus
- Presidente dell’associazione ECLA (1998 – 2001)
- Amministratore onorario dell’associazione AFJE (associazione francese dei giuristi di    impresa)
- Professore di "best practice" presso la "Toulouse Business School
- Specialista in "giurisprudenza aeronautica".

Colm Mannin conta più di un centinaio tra articoli, conferenze e presentazioni in inglese e francese. In italiano ha pubblicato una presentazione sul tema del ruolo dei giuristi d’impresa nella gestione delle crisi.
L'Ospite in rete: Su web:
http://www.best-practice-legal.fr/
"E mail" colm.mannin@wanadoo.fr

Reperibilità professionale:

Informazioni sull'attività di Colm Mannin sono reperibili in rete sul sito:
http://www.best-practice-legal.fr/

  Comunicazioni:
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l'intervista
I Caffè Culturali:
"Chi è Colm Mannin?".
Colm Mannin:
"Sono irlandese e vivo in Francia da 42 anni. Divenuto avvocato a Dublino nel 1970, ho aspettato pazientemente l’entrata del mio paese nella Comunità Economica Europea, per venire ad esercitare a Parigi, la città la più bella del mondo, il diritto commerciale internazionale. Ho cominciato come collaboratore di uno studio franco-inglese e ciò mi ha dato la possibilità, attraverso la sua clientela, di scoprire il mondo dell’impresa. Sono stato subito affascinato dal fatto che ogni impresa sia, in realtà, una comunità di persone con orizzonti diversi, che lavorano tutti ad un'opera collettiva. Quindi, partendo della nozione che il ruolo del’avvocato è quello di servire il suo cliente, averne uno solo, cioè un' impresa, alla quale potersi dedicare esclusivamente, sarebbe stato, per me, il modo migliore per praticare la mia professione.
Così sono diventato giurista presso Schlumberger, gruppo francese multinazionale. Cinque anni più tardi, sono stato nominato direttore giuridico ed ho deciso di proseguire la carriera presso l'impresa. Volevo assolutamente trascorrere tutta la mia vita in Francia, così, cercando un luogo adatto a trasferirmi definitivamente, ho constatato che il clima del sud pareva più adatto per me e mia moglie, di origine bretone. Per fortuna ho avuto la possibilità di entrare in Airbus, per costituire il suo servizio giuridico. Ho dedicato venti anni alla realizzazione di questo progetto straordinario di cooperazione industriale europea.
La vita professionale, essendo di solito come la successione dei capitoli di un libro, che si susseguono l’uno dopo l’altro, mi ha visto riprendere la professione di avvocato, specializzato nel rappresentare le famiglie delle vittime di incidenti di volo. Oggi, a quasi 70 anni, sono alla fine della mia carriera ed in questo momento sto terminando il mio ultimo caso, una catastrofe avvenuta nel 1985, che abbiamo impiegato una decina di anni per risolvere".
I Caffè Culturali:
"Come lei sa, questo nostro sito, questa nostra sperimentazione truccata da caffè culturale, è dedicato alle parole in ogni loro espressione. Cosa sono le parole per un avvocato e, in particolare, per un giurista di impresa?".
Colm Mannin:
"La pratica del diritto consiste nell'aiutare i clienti a realizzare i lori progetti, a risolvere una pendenza oppure a trovare la soluzione ad un problema. Quindi, per l’avvocato come per il giurista di impresa, le parole sono davvero gli utensili del mestiere, perché si tratta di spiegare, consigliare e convincere.
Naturalmente, l’eloquenza fa parte da sempre dello stereotipo, dell'immagine dell’avvocato nell'immaginario collettivo. Invece per il giurista di impresa, è più importante l‘efficacia della sua comunicazione prima ancora che il suo stile. I dirigenti non hanno tempo per leggere o ascoltare delle belle frasi. Il giurista deve dunque porre l’accento sulla chiarezza, la semplificazione, la sintesi. Nel mondo degli affari, le decisioni si prendono senza perdere tempo, perciò quello che si esige da un giurista è un linguaggio pragmatico. Che bella sfida: rendere i problemi giuridici, perfino i più complessi, semplici e comprensibili!".
I Caffè Culturali:
"Qual è la differenza tra un avvocato ed un giurista di impresa?".
Colm Mannin:
"Ve ne sono molte. La prima è che l’avvocato esercita una libera professione in autonomia, mentre il giurista opera presso un'impresa ed è parte di essa. Quindi, a differenza dell’avvocato, il giurista ha uno solo "cliente", ovvero il suo datore di lavoro, a cui si dedica esclusivamente ed a tempo pieno. Ciò porta ad una conoscenza così profonda del suo assistito, che difficilmente un avvocato potrebbe egualiare. Un sodalizio così intimo, può, però, esporre il giurista al pericolo di perdere obiettività, condizione fondamentale per eseguire una corretta analisi dei casi e formulare consigli sulla opportuna condotta da tenere. È proprio per questo motivo che, quando un problema giuridico gravido di conseguenze si presenta, al giurista stesso conviene operare di concerto con un avvocato, che meno condizionato dal cliente, può godere di una visione della situazione più imparziale. Quindi, tra avvocato e giurista, si instaura un rapporto complementare, l’uno, sovente, necessita del’altro.
Ci sono, inoltre, altre differenze più formali tra le due professioni. Iscritto all'Albo degli Avvocati, soggetto all’autorità del Consiglio dell'Ordine, l’avvocato fa parte del mondo della giustizia ed a questo titolo, può perorare presso i tribunali. Il giurista, invece, fa parte del mondo del diritto, e svolge la propria attività nell'impresa. L’uno frequenta i pretori, l’altro le Suite Executive".
I Caffè Culturali:
"Come è nata la sua vocazione per il diritto di impresa e quali sono gli aspetti che maggiormente hanno incoraggiato la scelta di una simile carriera?".
Colm Mannin:
"Nella clientela di un avvocato si trovano, di solito, due categorie principali, cittadini privati ed imprese o professionisti. Tra le due, non ho impiegato molto tempo per capire che le imprese avessero più spesso bisogno dell’avvocato. Quindi, a forza di frequentare il mondo degli affari, sono stato tanto impressionato quanto affascinato per la varietà ed la complessità della dimensione giuridica nella vita dell’impresa. Ho finto per passare il Rubicone ! Prima di farlo, però, ho avuto la fortuna di incontrare un direttore giuridico americano il quale mi ha spiegato che, a differenza dell’avvocato, il giurista, essendo presente nell’impresa, può accompagnare l’evoluzione di una faccenda quasi ogni giorno fino alla sua conclusione. Questa possibilità di vivere direttamente un contenzioso, fin dall’inizio, è per un giurista un vantaggio non trascurabile, facendo di lui l'attore privilegiato nella risoluzione della causa. Infatti, essendo la sua missione quella di provare ad ottenere il miglior risultato possibile, conoscere benissimo il proprio cliente permette intuitivamente di sapere come fare per riuscire nello scopo. È proprio per questo motivo che ho scelto di diventare un giurista di impresa".
I Caffè Culturali:
"Come è percepita la sua professione dalla società civile?".
Colm Mannin:
"Il pubblico non conosce, sovente, esattamente in cosa consista la mia professione, nonostante alcuni progressi compiuti in tal senso negli ultimi decenni. A dire il vero, contrariamente all’avvocato, al magistrato, al notaio, i quali figurano tutti e da sempre nella letteratura, nel teatro, nella pittura senza dimenticare il cinema, l’immagine del giurista di impresa agli occhi dei cittadini, secondo me, deve ancora affermarsi. Certo, nei paesi di « common law’, dove il diritto ha un "significato" maggiore nella vita dei cittadini, facendo proprio parte della cultura nazionale, il giurista di impresa è riuscito a sfondare ma non è ancora il caso dei paesi di cultura latina come l’Italia o la Francia. Però, l’età dell’oro dei giuristi sta arrivando con poco di più un decennio di ritardo a causa della regolarizzazione del mondo degli affari nel quale il giurista si trova ineluttabilmente in prima linea, mentre l’avvocato accorre in sostegno. Inoltre, ovunque in Europa si trova oggi un’associazione nazionale rappresentativa della professione, conducendo un lavoro importantissimo nella promozione dell’immagine del giurista di impresa. Così, dal 1976, l’Associazione Italiana Giuristi di Impresa (A.I.G.I.) ha come scopo la promozione, la formazione e lo sviluppo del Giurista di Impresa e del suo ruolo in Italia, avendo perfino creato, prima tra tutte le associazioni nazionali d' Europa, une Scuola Nazionale di Specializzazione per Giuristi d’Impresa. A.I.G.I. vigila anche sul rispetto delle regole deontologiche della professione contenute nel proprio Codice di Condotta".
I Caffè Culturali:
"A proposito di letteratura, cinema e teatro: quali sono, secondo lei, le opere artistiche, che rappresentano meglio la professione del giurista di impresa?".
Colm Mannin:
"E davvero difficile rispondere per la semplice ragione che un film nel quale il giurista di impresa sia l’eroe
non esiste !!! I giuristi sono dipendenti come tutti e quindi non hanno niente di particolare in termini messinscena. Non c’è paragone con l'avvocato al quale la toga dona un aspetto forte e perfino romantico. Per altro, la teatralità, che si trova spesso nella perorazione, spiega il fascino esercitato sul pubblico da tale professione e, siccome il giurista non perora mai, cade qualsiasi confronto.
Ma c’è di peggio ! Nei rari filmi, dove il giurista figura come personaggio chiave, è quasi sempre presentato come un bad guy. A Hollywood, il mondo degli affari si vende meglio attraverso organizzazioni corrotte, cercando di aggirare le regole. Il giurista di impresa deve, dunque, essere complice, senza scrupoli e pronto a tutto per procurare profitti in ogni modo. Anzi, nel grandissimo successo di George Clooney, Michael Clayton (2007), compare la figura di un direttore giuridico, che pianifica perfino due omicidii !!".
I Caffè Culturali:
"Tornando alla realtà: quali differenze ha notato tra i paesi anglosassoni, l'Europa, il resto del mondo e l'Italia nell'ambito della sua professione? Esiste ancora un modo diverso di percepire e di fruire del diritto o tale comparto è ormai realemente globalizzato ed indistinto?".
Colm Mannin:
"Come la globalizazione favorisce il mondo degli affari, assistiamo, piano piano, a una armonizzazione delle regole del commercio internazionale suppratutto dall' Uruguay Rond, che ha rimpaizzato il vecchio GATT per l’Organizzione mondiale del commercio (OMC). In Europa, siamo arrivati oggi a una situazione dove, nell' ambito della regolazione del commercio, il diritto nazionale dei 28 stati della communautà europea è composto per la maggior parte, dalle direttive di Bruxelles e dalla decisione della corte di giustizia europea. Questo aspetto spiega la Brexit ! Per quanta riguarda l’evoluzione della professione, Internet, e soppratutto versione del web 2.0, ha permesso ai giuristi di impressa, ovunque siano, di condividere idee e buone pratiche su scala mondiale. Così, attingendo dalle esperienze dei giuristi di altri paesi, il sito italiano www.inhousecommunity.it , ha per obiettivo quello di far emergere le eccellenze del mondo delle direzioni di affari legali attraverso eventi, premi, il suo magazine e le newsletter. Inoltre, le associazione nazionali dei giuristi di impresa, in Europa come in altre parte del mondo, stanno diventando più professionali per poter rispondere ai bisogni sempre crescendi di loro soci".
    

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Informazioni su questa pagina
titolo:"Tavolino riservato a Colm Mannin"
autore: INFOGESTIONE dli
data di pubblicazione: 09.11.2015
ultimo aggiornamento
30.01.2017
codice di riferimento:
I110130.1539.DLI.AP.man/IICA1701301722MANa1

 
     
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