Lettura con l'autore

      


Gianluca
Pirozzi

Con Gianluca Pirozzi leggiamo:

"Nell'altro",
scritto da Gianluca Pirozzi ,
edito da Casa editrice Emil (ISBN 978-88-6680-004-0).

I Caffè Culturali, grazie alla disponibilità degli autori, desiderano offrire l'opportunità di approfondire, quasi come un'analisi testuale, alcune parti delle loro opere. Chiunque potrà partecipare a queste attività. Al fondo della pagina e nelle sezioni dedicate agli autori ed alle loro interviste "e-mail" sono presenti alcuni "social plugin" di facebook, che permetteranno commenti, osservazioni, quesiti e contributi da parte del pubblico.

  




I LIBRI DI EMIL

Lettura con l'autore
I Caffè Culturali:

"Iniziamo dalla copertina: ha un particolare significato?".

Gianluca Pirozzi: "In un primo tempo mi sono rivolto ad Ellen G. - l’artista che ha realizzato la copertina del romanzo, e successivamente il book trailer del libro - per una mappa illustrativa dei legami affettivi ed emozionali tra i miei personaggi. Entusiasta del risultato, ho domandato ad Ellen G. di pensare ad un’opera da proporre all’editore come copertina di Nell’altro. Naturalmente, le ho domandato di leggere prima il romanzo.
Ellen G. è partita da un quadro del Bronzino, Allegoria del Tempo, che anch’io ammiro molto ed ho visto a Londra tanti anni fa. Nel quadro, il centro della composizione, ripreso nel papier-collés di Ellen G., raffigura la stretta sensuale di Venere e Cupido, da cui il senso di trasporto e di compenetrazione delle due figure che appaiono l’una completamente rapita dall’altra, e a questo corto circuito fanno anche riferimento i lampi (citazione giorgionesca) che attraversano il cielo oltre le finestre mentali dei due personaggi. Mi è piaciuta l’idea che tale fusione fosse capace di rappresentare non solo i legami d’amore che nel romanzo vengono narrati, ma anche il senso di amicizia che, quando è vera ed autentica, come il sentimento che unisce i personaggi del mio libro, prescinde i vincoli del tempo e dello spazio, nonché le convenzioni sociali che altrimenti le ostacolano. Gli altri inserti naturalistici del papier-collés di Ellen G. (insetti, foglie, fiori, germogli), richiamano il sentimento di amore per la natura, il rispetto, oserei dire etico, per ciò che ci circonda e che, se conservato, arricchisce l’esperienza umana.
A questi elementi figurativi e metalinguistici, si è poi unita nella valutazione e nella scelta della copertina una ulteriore e duplice considerazione. Innanzitutto, la corrispondenza quasi perfetta tra il modo in cui il romanzo appare costruito ed il procedimento con cui è stata realizzata l’opera di Ellen G.: entrambi sono il risultato di un’azione di sovrapposizione di episodi e di immagini che, apparentemente slegati, finiscono per costituire ciascuna una parte fondamentale del percorso di alcune vite, appunto quelle dei personaggi. In secondo luogo, la valutazione in rapporto al materiale di cui si serve Ellen G. che non utilizza procedimenti di assemblaggio virtuali, ma adopera la carta ritagliando a mano i singoli elementi che mette nelle proprie composizioni; la stessa carta che è il mezzo sul quale le vicende di Nell'altro, in quanto libro, vengono narrate, riprodotte...
Vorrei, infine, aggiungere che proprio nel momento in cui il romanzo veniva dato, come si dice, alle stampe con tale copertina, mi sono reso conto che per una strana circostanza, molti lavori realizzati da Ellen G. (probabilmente nello stesso periodo in cui io ero intento a scrivere Nell’altro), sembravano evocare, quasi con precisione, molte delle atmosfere e degli eventi narrati proprio nel romanzo… tale ne è risultata la corrispondenza, da decidere di azzardare di accompagnare alcune delle presentazioni di Nell’altro (Roma – PALAEXPO, Napoli – PAN, Toffia – Palazzo Comunale) all’esposizione dei papier-collés di Ellen G. raccolti in mostra col titolo di Legami non-convenzionali. ".
I Caffè Culturali: "Perché ha intitolato la sua opera Nell'altro?".
Gianluca Pirozzi: "Una, anzi, tre risposte - complementari - a questa domanda sono contenute nelle tre esergo che compaiono all’inizio del libro, perché in ciascuna è rintracciabile la ragione del titolo. In quella di Confucio (Se viaggiassi con altre due persone/ certamente avrei acquistato altri due maestri/ Scegli quel che c’è di buono/ nell’uno per seguirlo, e quel che c’è di/ cattivo nell’altro per correggerti) ho ritrovato il senso di apertura agli altri che contraddistingue le vicende dei protagonisti di Nell’altro.
Nella massima di Goethe (Vivere con qualcuno o vivere in qualcuno/ fa gran differenza. Vi sono individui nei/ quali si può vivere senza vivere con essi, e/ viceversa. Riunire le due cose è dato solo/ all’amore e all’amicizia pura) racchiude, invece, il senso profondo della storia di questo gruppo familiare ed affettivo allargato che si snoda nell’arco di oltre mezzo secolo. Cioè, in Nell’altro parlo d’amore e parlo di amicizia, che per me è sempre una forma di amore. L’amore è il pilastro che sorregge la nostra esistenza, alimenta i nostri desideri, scatena il furore delle passioni e nutre la dolce tenerezza degli affetti. Ma la mia è un’idea di amore nel senso classico, filosofico, del termine, quell’amore che nasce come scelta etica di vivere con e nell’altro come ricorda Goethe e come, soprattutto, ha ricordato molto prima di lui, Platone nel Simposio … ed è l’amore in ogni sua forma, appunto, l’Eros della mitologia greca Eros, quel Dio che si tinge di tutti i colori dell’iride e Nell’altro, il mio romanzo, parla appunto di amore che si tinge di tutti i colori dell’iride.
Infine, nell’aforisma di Arthur Schopenhauer (Nessuno può vedere al di là di sé/ Con ciò voglio dire che ciascuno vede nell’altro/ solo quel tanto che è anche lui stesso) c’è anche la spiegazione del perché in ultima istanza accadono e diventano comprensibili le vicende che racconto nel romanzo, quali sono i meccanismi alla base dell’attrazione che si sviluppa tra i protagonisti di Nell’altro e come si sono andate sviluppando e radicando le rispettive relazioni affettive e d’amore. Vale a dire, credo che Nell’altro sia permeato da questo aforisma di Schopenhauer che io interpreto in modo quasi corrispondente in una sorta di applicazione omeopatica del motto latino: Similes cum similibus congregantur.
Riassumendo, credo che il titolo Nell’altro esprima in maniera sintetica ed efficace queste tre idee, pensieri che sono alla base del mio romanzo".
I Caffè Culturali: "Continuiamo a sfogliare il testo ed incontriamo la Mappa: cos'è e quale funzione ha?".
Gianluca Pirozzi: "La storia narrata nel mio romanzo è sviluppata zigzagando da un personaggio all’altro, da un’epoca e da una città, a realtà temporali e geografiche distanti, passando ancora da un’emozione descritta in prima persona, a modi di sentire di cui si è, solo in parte, vagheggiata l’esistenza o di cui è stato possibile soltanto fantasticare un alternativo sviluppo. In altre parole, sebbene abbia inserito delle dediche e indicato dei luoghi e delle date per le vicende narrate nei vari capitoli di questo romanzo, ho voluto che la scoperta della vicende di Nell’altro si rivelassero come a seguito di una navigazione errante, nella quale è richiesto al lettore di fare affidamento sulla propria, personale, bussola di cui egli è certamente dotato. A sostegno di chi ne fosse stato sprovvisto - o di chi volesse trovare una qualche conferma alle proprie personali intuizioni - ho però offerto all’inizio del libro l’appiglio di una mappa dei legami affettivi e sentimentali dei vari personaggi che abitano Nell’altro… una mappa di cui, però, spiego la genesi ed il possibile significato solo alla fine del libro".
I Caffè Culturali: "Prima di addentrarci nella lettura: ha qualche consiglio per poter leggere al meglio Nell'altro? Per chi è stato scritto? A chi è consigliato? Ha controindicazioni?".
Gianluca Pirozzi: "Nessun consiglio o avvertenza in particolare … piuttosto, un incoraggiamento ed un incentivo in più oltre quello che è scritto sul retro della copertina del mio libro: l’incoraggiamento a lasciarsi andare, facendosi guidare dalle proprie emozioni; l’incentivo rappresentato dalla grande libertà per lo stesso lettore di Nell'altro di poter spaziare in campi differenti - da quello artistico a quello universitario, da quello della psicoanalisi a quello geopolitico e l'avvicinamento alla conoscenza di culture e mondi lontani al nostro (come l’India o il Sud America) - ma anche la libertà per lo stesso lettore di Nell'altro di mettere insieme da solo la storia avendo a mente quello che, certamente, meglio di me ha detto Henry James, il quale diceva a questo proposito che Le storie non finiscono mai, ma che sta allo scrittore disegnare un cerchio intorno agli eventi in modo da creare l’illusione che abbiano una fine: diamo della vita una visione distorta per poterla vedere più chiaramente".
I Caffè Culturali: "Come è avvenuta la genesi degli episodi che compongono Nell'altro?".
Gianluca Pirozzi: "Ho scritto quello che è il primo capitolo – Di buon’ora – come un singolo racconto che narra di uno scampolo di vita di un personaggio, Gianni, assai solitario. In un primo momento, questo racconto si è venuto a formare come qualcosa di autonomo che aveva un suo inizio ed una sua fine. Ciononostante, dopo qualche tempo, ho sentito però un’urgenza nuova farsi strada dentro di me, un bisogno di andare al di là di quell’episodio apparentemente compiuto, e nella mia mente si sono affacciati pian piano altri personaggi che erano in relazione con quel personaggio solitario.
Per questo il libro non segue un ordine cronologico di sviluppo degli eventi, né i piani mediante i quali i personaggi si presentano al lettore, rimangono gli stessi. Quel che voglio dire è che le vicende che vengono narrate nel romanzo seguono piuttosto un ritmo di andate e ritorni, nuove partenze o separazioni, momenti di sosta e nuove improvvise riprese. Attraverso questi episodi, il lettore prende conoscenza progressiva con gli altri personaggi - Francesco, Pietro, Lucia, Viola, Zoe, Thomas, etc. – li incontra più volte, mentre la loro vita passa da un’epoca all’altra, da una città italiana ad un paese straniero, da un accadimento improvviso ad altri eventi che prendono forma con tempi più lenti… ".
I Caffè Culturali: "In cosa consiste la relazione dei vari personaggi del lavoro con quello della prima storia?".
Gianluca Pirozzi: "Le relazioni tra i diversi personaggi del libro corrispondono ad un insieme di legami d’affetto costituitisi ed alimentatisi negli anni attraverso sentimenti profondi d’amore e d’amicizia. L'ossatura principale di tali relazioni è quella che ruota intorno a Gianni, che è il marito di Lucia, ed ai loro figli gemelli - Pietro e Francesco - poi c'è Viola, figlia di Pietro ed Ada, e… da un capitolo all’altro, si svelano al lettore le relazioni e le vite di: Thomas, Zoe, Ada, Victor, Michele, Simone, Chiara, Sabina ed altri, che sono appunto legati l'un l'altro e danno vita ad un nucleo familiare ed affettivo allargato".
I Caffè Culturali: "Le storie che compongono l'opera sono narrate alla prima persona singolare, per la maggior parte dei casi, o alla terza persona. Come nasce questa scelta e quale significato occorre attribuire a tale aspetto?".
Gianluca Pirozzi: "Ciascuno dei personaggi del romanzo mi è venuto a visitare ed ognuno era dotato di una propria lingua e di un proprio sentire: ho cercato, pertanto, di lasciare inalterata ciascuna di queste voci così che il lettore potesse ascoltarla direttamente. Le uniche due volte in cui la narrazione è in terza persona mi sono comunque servito di un punto di vista assai limitato, soggettivo, e cioè la prospettiva rimane strettamente personale; questo, perché volevo che il lettore restasse testimone diretto di quanto sta accadendo".
I Caffè Culturali: "A quale personaggio ed a quale storia è più affezionato?".
Gianluca Pirozzi: "Sono affezionato a tutti i personaggi, perché ne ho disegnato sentimenti e psicologie facendoli interagire ben sapendo che ciascuno era complementare all’altro. Certamente, ci sono quelli che sento più vicino perché la loro costruzione mi ha richiesto un lavoro interiore ed uno sforzo che, nella misura in cui tale impegno ha avuto successo rendendo il personaggio credibile, mi hanno anche offerto la possibilità di crescere insieme a loro. Ed in tal senso posso dire di aver provato grande empatia col personaggio di Pietro, così come, per altri versi, con Thomas. Però, in ultima analisi, devo ripetermi, ho amato tutti i personaggi allo stesso modo e ciascuno per quello che è e rappresenta nella storia…".
I Caffè Culturali: "Quale tipo di umanità emerge dal suo romanzo?".
Gianluca Pirozzi: "Non saprei dare una risposta precisa a questa domanda e, probabilmente, credo che potrebbe esser più interessante conoscere l'impressione che ne hanno tratto i lettori a questo proposito. Da parte mia, posso dire di credere come scrittore che le storie più interessanti nascano sempre dai momenti di crisi nella vita delle persone, e di fatto sono questi i territori in cui mi ritrovo ad avventurarmi. Non riesco a spiegarne il perché. Non è una decisione cosciente: le vicende prendono forma da sole nella mia mente, non so mai davvero da dove provengono, premono per uscire e quasi mi costringono a essere scritte. In generale, non temo di esser presuntuoso nel dire che mi sono affidato ad un’idea del dolore e della perdita che è per molti versi molto vicina a qualcosa di gaddiano. Sono partito, cioè dall’idea e dalla consapevolezza che la sofferenza faccia parte della condizione umana, così come lo è la ricerca della felicità. Il fatto è che questo dolore, che non è necessariamente fisico, ma è più spesso un dolore interiore, un’inadeguatezza, la sensazione di qualcosa che si perde, raggiunge un culmine, e dà ai protagonisti di Nell’altro la forza per andare avanti nella vita. È un dolore che cambia e che offre una possibilità di crescita, di conoscenza e di condivisione".
I Caffè Culturali: "Stiamo per chiudere la copertina sull'ultima pagina del suo lavoro: se potesse rivolgersi ai suoi personaggi, cosa direbbe loro?".
Gianluca Pirozzi: "Direi a ciascuno di loro GRAZIE in quanto, ogni personaggio del libro mi ha permesso di accedere ai livelli più profondi della sua intimità e della sua psiche. Perciò, mi congederei da ciascun personaggio, cercando di far tesoro dell’insegnamento che ha saputo trasmettermi improntando la propria vita sulla capacità di condivisione con l'altro - perchè è nella condivisione che si racchiude il senso etico di ogni incontro e la ragione profonda dell'esistenza umana".

Il forum dell'autore - Commenti


Informazioni su questa pagina
titolo: "Lettura con l'autore - Gianluca Pirozzi"
data di pubblicazione:
12/03/2013
ultimo aggiornamento:
23/04/2013

codice di riferimento:
I130312.2355.DLI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dli
"In itinere intellegere"
"|  |   |  |
I CAFFE' CULTURALI
sito sperimentale del Dipartimento per lo Studio dell'Italianistica della società INFOGESTIONE

Questo sito è di proprietà della società INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s.
sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia -
tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784

http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.