Scusa, ho sbagliato, colpa mia.
di Gian Stefano Mandrino

"Ma non sapete che pressione in questi giorni, non possiamo stare dietro a tutto!". "Vede, siamo in chiusura, tutti chiedono, tutti vogliono".
"E' lui, quel deficiente, gli avrò detto cento volte dì...". "Non sono mica io, vede che la colpa è sua!".
"La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

Quel è il significato di questo delirio "mercantil-bibblico"?

Dieci secondi per scoprire quali parole, che non appaiono, accomunino queste frasi.

Tempo scaduto! Di seguito la soluzione al quesito.

Le parole sono "Scusa, ho sbagliato, colpa mia".

Quante volte sentiamo e leggiamo mille scuse senza la traccia di queste paroline magiche: "Scusa, ho sbagliato, colpa mia".

E' dal tempo di Adamo che facciamo fatica a dirle.

Pensiamo a massimi sistemi, ci crediamo di essere chissà chi (e ciò è umano, non sapendo da dove veniamo e dove andremo), ma l'istinto di non dimostrarci secondi a nessuno e fallibili è sempre presente, in ogni circostanza.

L'altro giorno ho separato due uomini che erano venuti alle mani per una questione di precedenza e di strisce pedonali. Come sarebbe stato diverso nel mio ricordo il viso di colui che, pur avendo torto da vendere, sceso dalla macchina per violare l'integrità del malcapitato pedone, si fosse fermato ed avesse chinato la testa, chiedendo perdono, perché aveva sbagliato, magari rallegrandosi perché la sorte lo aveva risparmiato da un peso in più, dall'aver leso una persona, un semplice viandante.

Provate a rimanere completamente nudi davanti ad uno specchio in cui vi possiate vedere in tutta la vostra interezza. Ora pensate ad ogni errore della vostra vita: grave o irrilevante, pensato per fare del male, o compiuto involontariamente.
Come? Lo immaginavate più grosso? Dove sono le cosce muscolose? Uscita la pancetta? Non avevate notato che anche voi avete il sedere basso e la cellulite? Una mammella è più piccola e cadente dell'altra?

Ottimo, ottimo. Pensatevi tra qualche decennio. A chi darete la colpa del disgusto che procurerete a voi stessi ed agli altri?

Ammettendo di essere e di esistere per ciò che registriamo con i sensi, ben poco, in realtà, è regolato da noi. Che cosa, però, può dipendere dalla nostra volontà?

E non fate tutte queste storie, non fa così freddo e pipì l'avete fatta prima: rispondete! Non potrete mica tenere il fiato all'infinito, o indossare "push up" per l'eternità!

Cos'è che ci impedisce di buttarci via subito, tanto prima o poi tutti faremo venire nausea al prossimo?

Sovente ciò che difendiamo ad oltranza, senza desiderare comprenderlo nel profondo, sia che rappresenti un comportamento derivante da un istinto, più o meno bestiale, o da una necessità primaria, come la salute, ci pone in errore.

E' il coglierci nel nostro errore, e non sempre in quello altrui, che ci permette di specchiarci nudi nel nostro ruolo esistenziale. Errare è più che umano, è naturale, anzi è la fonte dell'apprendimento. Comprendere l'errore, le sue cause, i suoi risvolti, pur, sovente, non potendo fare molto per risolverli, rappresenta una prima discontinuità ed una ulteriore elevazione oltre il bipedismo. Un innalzamento, forse, che porterà a sommare quesito a quesito, ma che raramente potrà farci del male.

Ti preferisco pensarti così, Editore, Adamo, Camionista: fermo, nudo, in mezzo ad una strada. Ti preferisco così: come un imbecille, mentre ti stai chiedendo se perpetrare rabbia, violenza ed ignoranza o se chinare il capo e, riconoscendo di non sapere nulla, ma percependo di imboccare una via senza uscita, chiedere scusa e fermare l'ingranaggio o, come dicono nei film americani, fare la differenza!.

Meglio avere un infinito davanti a noi che un muro in cui sbatterci sempre la testa contro.

Penso che l'orgoglio e l'egoismo stiano alla nostra coscienza nuda, come il membro ed il seno al nostro corpo: è solo una questione di tempo.

...Ah...potete rivestirvi, che prendete freddo!

Informazioni su questa pagina
titolo:"Scusa, ho sbagliato, colpa mia".
data di pubblicazione: 16.12.2011
ultimo aggiornamento
16.12.2011

autore: Gian Stefano Mandrino

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